domenica 23 novembre 2014

5° DI4RIO - 12/36

Stamattina dovevo andare in libreria, mi sono svegliato per tempo così ho potuto fare colazione con calma leggendo un libro con la radio accesa. In bagno, sfogliando il dizionario dei film ho scoperto che esiste un altro film intitolato La venticinquesima ora a parte quello di Spike Lee, un film francese, mi sembra, con Anthony Quinn, forse, non ricordo bene perché ero ancora assonnato. Quando si è fatta ora ho preso la bici e sono andato in libreria, che per la prima mezz’ora sembrava più una biblioteca che una libreria, perché c'era silenzio e io ho letto un bel po’. Poi sono arrivati i clienti: bambini che frignavano e strillavano, persone vestite a festa per la messa eccetera. È venuto un signore che conosco, abbiamo chiacchierato un po’, ma era una di quelle persone che non ascoltano, parlano e basta, sono stato contento quando se n’è andato. Dopo è venuto un signore più simpatico, che fra una chiacchiera e l’altra mi ha spiegato che la piazza del Duomo di Siracusa è stata progettata in modo da darle la forma di una nave, è stato proprio interessante starlo a sentire. A casa ho pranzato e ho dormito un po’ sul divano, e quando mi sono svegliato ho aperto la posta che era arrivata ieri in due buste: una era una lettera delle Poste che m’intimava di andare il prima possibile a portare certi documenti altrimenti mi bloccavano il libretto di risparmio; l’altra erano i risultati delle analisi che l’avis mi manda ogni volta che dono il sangue, ho controllato e tutti i valori erano perfetti, evvai, ho pensato. Poi ho messo in ordine il soggiorno con i Riptides in sottofondo a tutto volume, il loro disco mi piace moltissimo, e quando è finito ho messo l’ultimo dei Weezer che però non sono sicuro mi piaccia altrettanto. Alle cinque meno qualcosa sono tornato in libreria per il turno della domenica pomeriggio, ho già scritto altre volte che è il peggiore della settimana, non starò qui a ripeterlo se no faccio notte. Dirò solo che il bello di quel turno è che a un certo punto finisce, e infatti anche oggi è finito e io sono andato a casa, è stato stupendo chiudersi in cucina e cucinare con la radio accesa e un bicchiere di vino, e mentre cucinavo pensavo Che bello, domani mattina sono libero. Solo che poi mi sono ricordato che dovrò andare alle Poste, Mannaggia, mi sono detto, se ne inventano sempre una. Dopo cena ho controllato il sito subito.it in cerca di qualche bicicletta in offerta, ce n’era una che, diceva l’annuncio, era dotata di “sellino antiprostata”, una cosa che io non so cosa sia, ma ho come l’impressione che debba procurarmene uno, a giorni vado a informarmi alla ciclofficina, magari loro ne sanno qualcosa.

sabato 22 novembre 2014

5° DI4RIO - 11/36

Oggi mi sono svegliato tutto euforico perché era il mio primo sabato libero in so quanti mesi, avevo grandi progetti. Dopo colazione sono tornato alle Poste, questa volta con la rata giusta delle tasse, e mentre pagavo, l’impiegata mi ha detto che volendo a quello sportello potevo anche ricaricare il telefono, e lì per lì ho pensato Ma guarda questa signora gentile che mi dà le informazioni anche se non è costretta, solo che poi ci ho riflettuto, ho capito che era sì costretta, e la cosa mi ha un po’ depresso. Mentre tornavo a casa ho incontrato la ragazza che ieri doveva passare in libreria, è spuntato fuori che voleva chiedermi come si pubblica un libro, “devo pagare l’editore?” mi ha chiesto. Arrivato a casa mi sono cambiato e sono andato correre, è stato bellissimo, non c’era nessuno, ho pensato che era come essere un miliardario che possieda un suo campo di atletica privato:



e mentre correvo ho ascoltato un podcast su De Chirico, il pittore, una storia molto interessante anche questa, c’erano pure delle interviste di repertorio, come quella in cui De Chirico dice “Tutto ciò che non è arcaico è barocco”. Dopo la doccia ho fatto un giro in centro a quell’orario paradisiaco che sono le due e un quarto di novembre, in giro non c’era nessuno, ho mangiato un’impanata con le verdure seduto su uno scalino immerso nella pace, quindi sono tornato a casa. Ho visto una ted conference su come si allacciano le scarpe, poi sono crollato a dormire e quando mi sono svegliato sono corso in una libreria a sentire parlare Santo Piazzese. Per strada mi sono accorto di indossare le Converse tutte strappate ma me ne sono fatto una ragione, e quando sono arrivato la libraia mi ha indicato l’ultimo posto libero rimasto, che era accanto alla moglie di Piazzese, che intanto faceva su un quaderno gli esercizi di cinese. Piazzese comunque è stato molto simpatico, somigliava a Sydney Pollack e l’ho molto invidiato per com’era vestito: pantaloni, camicia e giacca semplici e con tutte le cuciture perfette. Alla fine all’uscita ho incontrato due signori simpatici che mi hanno rimproverato perché al mattino non sto andando a nuotare al mare, e mentre tornavo a casa mi sono fermato a chiacchierare con alcuni amici miei, insieme abbiamo provato a decidere se La spada nella roccia sia un film sopravvalutato. Poi mi hanno chiesto se volevo unirmi a loro, ma ho detto che avevo da fare a casa. In realtà uscire di sabato non mi piace, ma non l’ho detto per non sembrare snob, anche se a questo punto mi sta venendo il dubbio che un po’ io lo sia, chissà, spero di no.

venerdì 21 novembre 2014

5° DI4RIO - 10/36

Oggi appena ha suonato la sveglia l’ho staccata e mi sono rimesso a dormire, ho pensato che se ho la fortuna di potere restare a letto fino a tardi perché non approfittarne? Questo per dire che mi sono svegliato alle dieci e mezza. Dopo colazione, con la mattina ormai alle spalle sono andato in soggiorno, ho perso l’equilibrio e sono caduto sugli occhiali che erano sul divano, deformandoli leggermente. “Nooooo!” ho detto ad alta voce, perché gli occhiali sono la cosa più preziosa che ho, poi però con calma li ho raddrizzati, speriamo. Ho acceso il computer, mi aveva scritto una ragazza che conosco così così per chiedermi se oggi pomeriggio sarei stato in libreria, le ho risposto di sì, e lei mi ha scritto che sarebbe passata. Dopo sono uscito per andare a pagare una rata della tassa della spazzatura, per strada ho incrociato un cane che aveva gli occhi di due colori diversi e una mia amica che non vedevo da un po’ e che profumava di buono. Arrivato alle Poste ho preso il numero e ho tirato fuori il libro di Piazzese per leggere un po’, ma poi mi sono accorto che avevo portato la rata sbagliata, allora niente, sono tornato fuori a fare una passeggiata, durante la quale ho scritto un sms e incrociato un ragazzo che in bicicletta cantava una canzone in dialetto che mi sembra facesse “Ci mannu l’anticristuuu”, boh. A casa ho pranzato e poi ho lavato i piatti, è così rilassante, così zen lavare i piatti subito dopo avere mangiato, dovrei farlo più spesso, ho pensato mentre mi buttavo sul divano per un mini sonnellino. Quando mi sono svegliato ho fatto la doccia, poi sono corso al lavoro. In libreria sono arrivati molti libri, fra cui quello grosso Feltrinelli tratto da “Letter of note”, il sito di Shaun Husher, l’ho aperto a caso, ho trovato la lettera che Francis Crick ha scritto al figlio all'indomani della scoperta della doppia elica, cominciava così: “Mio caro Michael, credo che io e Jim Watson abbiamo fatto una scoperta importantissima”, mentre quella di Mario Puzo a Marlon Brando invece cominciava così: “Caro Mr. Brando, ho scritto un libro intitolato Il padrino.” Poi visto che era un giorno lento ho letto un po’ Il cerchio di Dave Eggers fino a quando non è arrivata l’ora della chiusura, quella ragazza che mi aveva scritto non è più passata, Chissà che cosa voleva?, ho pensato. Poi sono corso a casa, mi sono buttato sul divano, mentre sorseggiavo un bicchiere di vino ho pensato che relax, che confortevolezza, Ma perché qualcuno dovrebbe mai volere uscire di casa?, mi sono chiesto.

giovedì 20 novembre 2014

5° DI4RIO - 9/36

Stamattina mi sono svegliato prestissimo per i miei standard, saranno state le otto, sono saltato giù dal letto pensando Dài che oggi si combina qualcosa, e invece fra una colazione fiume, una lunga lettura di un romanzo – Blues di mezz’autunno di Santo Piazzese – eccetera sono diventate subito le undici. Comunque ho fatto qualcosa al computer, poi sono uscito, fuori c’era una giornata così bella che io indossavo soltanto una maglietta a maniche corte. Sono passato in libreria perché a un cliente serviva la consegna a domicilio e io mi sono offerto di farla come favore personale, senza guadagnarci niente. Solo che chissà perché mentre facevo tutto questo mi è salito il nervoso. Allora ho pensato che con quel caldo il modo migliore per fare passare il nervoso sarebbe stato andare a fare una nuotata, ma poi a casa ho messo a tutto volume i Clash, Stay free, e invece del costume ho indossato pantaloncini e scarpe e sono andato a correre. Mentre correvo ho ascoltato il solito podcast istruttivo, quello di oggi parlava della Repubblica di Salò e, oh, non ci posso fare niente, devo dire che è stato interessantissimo pure questo, lo speaker ha letto anche alcune lettere che Mussolini scrisse alla Petacci dal lago di Garda, una cominciava così: “Io non amo i laghi”. Peccato però che un po’ di nervoso mi è rimasto lo stesso. Poi ho pranzato ascoltando la radio, ho dormito un po’, combinato qualcos’altro al computer, poi è venuto mio nipote e insieme abbiamo continuato a vedere Up in lingua originale, abbiamo cominciato dal punto in cui il bambino dice “I think boring stuff is the stuff I remember the most”. Dopo un po’ mio nipote è andato via, e mentre aspettavo che venisse a prendermi mio fratello ho ascoltato un po’ di musica a tutto volume, soprattutto un gruppo che ho scoperto da poco e che mi piace molto, si chiamano Riptides. Abituato come sono a mangiare da solo è stato un po’ faticoso cenare con tutta la famiglia attorno al tavolo e con la televisione accesa, e infatti appena ho finito sono scappato nell’altra stanza con mio nipote, abbiamo giocato a saltare da un letto all’altro, a tirarci le cose, con i Lego e con le macchinine. Poi è arrivata l’ora di andare, e mentre mi riaccompagnava a casa mio fratello mi ha chiesto se credo nelle scie chimiche, gli ho detto di no, mi è sembrato sollevato. Adesso sono a casa e mi sembra di capire che il nervoso mi sia passato, evviva, meglio così.