martedì 19 novembre 2019

Sapiens

E mi è arrivato un libro che volevo leggere da un po' di tempo, "Sapiens" di Yuval Noah Harari, e ho pensato, Non vedo l'ora di cominciare a leggerlo, e questa sensazione, l'aspettativa creata da un libro che attende di essere letto, è una sensazione che mi piace ancora molto, vivaddio, come si suol dire. E la cosa bella di una sensazione del genere è che è replicabile all'infinito, pensavo, per di più senza dare fastidio a nessuno, il che non è poco, forse.

lunedì 18 novembre 2019

Sabbie mobili

E stanotte pensavo alle sabbie mobili. A come da piccolo nei film e nei telefilm spuntavano sempre delle sabbie mobili, e qualcuno ci finiva dentro, e andava giù, giù, e si salvava, se si salvava, solo all'ultimo momento. E da piccolo immaginavo che nella mia vita avrei incontrato sicuramente delle sabbie mobili, perché, se le fanno vedere nei film e nei telefilm, vuol dire che le sabbie mobili sono un fenomeno che s'incontra di frequente. E mi chiedevo, da piccolo, come mi sarei comportato una volta finito nelle sabbie mobili. Sarei riuscito a tirarmi fuori? E come? E adesso che sono un adulto, e di sabbie mobili non ne ho mai viste in vita mia, né, credo, ci finirò mai, mi domando spesso quanti fenomeni come le sabbie mobili ho temuto fin da piccolo e poi non ho mai incontrato. Fenomeni non solo fisici, anzi, tutt'altro che fisici. Che spreco di energie, mi viene da pensare. Che spreco di timore.

sabato 16 novembre 2019

Poco mascolini

Ieri prima di andare a correre sono passato dal solito scoglio per fare un tuffo, c'erano tutti gli altri, abbiamo scherzato, detto le solite cose, Al Nord nevica e qui facciamo ancora il bagno!, ecc. Poi abbiamo chiacchierato con una ragazza tedesca di passaggio a Siracusa, e non so come siamo passati a parlare di pipì. Noi uomini, in particolare, discutevamo se sia più comodo fare pipì in piedi o seduti, io ho detto che la notte, per esempio, quando uno è mezzo addormentato, è molto più comodo e sicuro farla seduti. E la ragazza tedesca nel sentire questi discorsi rideva sotto i baffi, le abbiamo chiesto perché, e lei ci ha detto che in Germania c'è una parola, Sitzpinkler (l'ho cercata), che significa "Colui che fa pipì seduto", e serve a indicare gli uomini poco mascolini, le mammolette, credo volesse dire la ragazza tedesca. E io ho pensato che sarebbe un bel nome per un gruppo punk, The Sitzpinklers, magari un giorno lo fondo.

venerdì 15 novembre 2019

Altri podcast

che ho scoperto ieri: uno, in inglese, dell'attore Joseph Gordon-Levitt, intitolato Creative-qualcosa, in questo momento non ricordo. E un altro intitolato Daily stoic, di loro mi arrivano già le newsletter ogni mattina, non sapevo ci fosse anche il podcast, anche se ogni puntata dura pochissimo, meno di cinque minuti. E in generale il sito storielibere.fm, che produce Copertina, il podcast sui libri di Matteo Bianchi, ne produce diversi altri, tra cui uno, Fucking Genius, che mi sembra fatto bene. Insomma, sono entrato nel tunnel dei podcast, se non si era capito, e sono contento, perché così non vedo l'ora di andare a correre ogni giorno. Anche se secondo me le persone serie vanno a correre per il piacere di correre, non perché così hanno la scusa per ascoltare un podcast, ma io forse non sono una persona seria e va bene così.

giovedì 14 novembre 2019

Utile

Qualcuno mi ha scritto per chiedermi, Ma quali sono questi podcast che ascolti mentre corri e che ti migliorano la giornata? Risposta: non ce n’è uno in particolare, ma tanti, e ne scopro sempre di nuovi. Quelli storici, comunque, sono: Wikiradio, Ad alta voce, Sei uno zero (quando sono giù e voglio farmi quattro risate) e Tim Ferriss, che è in inglese. Nell’ultimo anno mi sono affezionato a Copertina, il podcast di Matteo B. Bianchi dedicato ai libri, e a The interview, uno dei podcast fatto da quelli di Ted. Poi c’è un americano che si chiama James Altucher, che non mi sta granché simpatico perché interrompe sempre gli interlocutori, ma ospita sempre un sacco di gente interessantissima, scrittori, scienziati, economisti eccetera, anche questo in inglese. E ieri mattina avevo le lacrime agli occhi perché tutti questi podcast ce li avevo a portata di mano sullo smartphone, mentre prima, con l’iPod touch, dovevo scaricarli in un posto con il wifi e poi ascoltarli offline. Adesso invece uso una app chiamata Google Podcast, dove si trova di tutto, probabilmente la settimana prossima la mia lista di podcast preferiti sarà diversa da quella qui sopra. Comunque sì, lo smartphone si porta via un sacco di tempo e attenzione, ma utile è utile.