mercoledì 4 maggio 2016

Tre mesi

Oggi ho notato una cosa incredibile: sono quasi tre mesi che non aggiorno questo sito, neanche per dire che nel frattempo è uscito un nuovo numero di "A4" (che si può scaricare qui). Perché aggiorno di meno questo sito? Perché non ho internet a casa, perché il mio computer ormai è talmente antidiluviano che un sito su tre che visito nemmeno si visualizza, perché non ho uno smartphone. Insomma, aggiornare qui è diventato complicato; che è buffo, perché nel frattempo invece la mia vita sta diventando sempre più semplice (non facile: semplice), possiedo sempre meno cose, ho buttato o regalato gran parte di quello che avevo, e ogni giorno mi casca davanti agli occhi qualcosa di superfluo da buttare via immediatamente. Quindi non so, non chiuderò questo sito; però lo aggiornerò solo di tanto in tanto, temo, questo sì.

mercoledì 9 marzo 2016

Altre cose che da ragazzino mai mi sarei aspettato di ritrovare nel 2016

I tappeti.

La carta igienica.

"Come stai?" -- detto retoricamente, come saluto.

martedì 8 marzo 2016

Di modo

Anni fa, una quindicina, ho letto un libro di Stephen
King intitolato "On writing", e una delle cose che ricordo
di quel libro è che King consigliava agli aspiranti scrittori
di usare il meno possibile gli avverbi di modo, quelli, per
intenderci, che finiscono in -mente. In effetti non sono
belli gli avverbi di modo, ma ogni tanto, diciamo uno
ogni tot frasi, non fanno male, secondo me. Pensavo a
questa cosa oggi quando ho letto la rubrica di Michele
Serra su Repubblica, "L'amaca", dove Serra ha infilato
cinque avverbi di modo nello stesso periodo, questo:

"Ora questa idea di "chiudere i ristoranti indiani di Roma"
nel caso che l'ambasciatore indiano, appositamente
convocato da Storace eventualmente sindaco, non
restituisca immediatamente i due marò, è talmente
stupida da chiedersi che fine abbia fatto lo Storace
normalmente fascista, magari non elegantissimo ma
mai così inascoltabile."

Chissà se gli sono sfuggiti o se l'ha fatto apposta.

Abrogativo

E ho letto il testo del referendum sulle trivellazioni,
quello che si dovrà votare ad aprile, e pare che sia
un referendum abrogativo, cioè, se non ho capito male,
se uno non vuole le trivellazioni, deve barrare la casella
del "Sì", se invece le vuole, quella del "No". Che bisogna
ammettere è un modo abbastanza tortuoso di porre le
domande, e io ne so qualcosa perché da ragazzo
frequentavo questa ragazza, giocavamo a farci le domande
con le doppie e triple e quadruple negazioni sperando
di cogliere l'altro in fallo. Tipo io le chiedevo "non ti va
di rifiutarti di non darmi un bacio?", e lei ci pensava,
e doveva decidere in pochi secondi se dire sì o no.
Le trivellazioni la stessa cosa, mi sembra.