venerdì 19 dicembre 2014

Pesci dalla Spagna

Mi è arrivata questa metà di un disegno.



È disegnata sul retro di una Polaroid.



Ed è stata spedita in busta chiusa – francobollo commemorativo di Paco De Lucia – dalla Spagna.



Il mittente è come sempre non pervenuto, peccato.

mercoledì 17 dicembre 2014

5° DI4RIO - 36/36: fine

Stamattina al risveglio ero deciso a fare fruttare la mattinata e combinare più cose possibili, solo che poi ho controllato l’ora, erano le dieci passate, Come non detto, ho pensato. Allora ho fatto colazione con calma, ho ascoltato il notiziario alla radio, letto Epitteto in bagno e poi ho risposto a tutte le email che avevo in sospeso. Dopo mi sono cambiato e sono andato a correre, avrei voluto mettere alcuni fogli di giornale sotto la felpa per proteggermi il petto in bici, ma non avevo giornali in casa, allora ho messo una di quelle bustone postali gialle con dentro le bolle d’aria, andava benissimo, isolava che era una meraviglia. Pedalando non vedevo l’ora di ascoltare uno dei podcast che ascolto sempre quando corro, e invece arrivato al campetto ho scoperto che avevo l’iPod scarico e quindi niente, ho corso immerso nel silenzio e sotto un bel sole, piacevole è stato piacevole, ma non era la stessa cosa, mi sembrava di vedermi da fuori, e infatti ogni tanto pensavo Ma che piacere ci trovi a correre? Poi in pantaloncini e tutto sono andato al supermercato, pedalando ho visto una donna che si copriva la faccia e piangeva, mi è dispiaciuto per lei, ma poi quando le sono passato davanti ho scoperto che in realtà stava ridendo a crepapelle, Meno male, ho pensato. Dopo pranzo ho dormito un po’, poi ho messo Django Reinhardt sullo stereo e mentre l’ascoltavo ho fatto una doccia tiepida, quindi ho combinato qualcosa al computer con un occhio all’orologio, perché a una certa ora sarei dovuto andare in libreria. E infatti così ho fatto, un po’ dopo le quattro ho spento il computer, ho preso la bici e sono andato in libreria. Lì ho trovato la busta che mi era arrivata ieri, era una busta per lettera affrancata in Spagna che conteneva una cartolina anonima come me ne arrivano ormai da più di tre anni, questa in realtà era una foto Polaroid da un lato, e metà di un disegno dall’altro (l’altra metà arriverà a giorni, credo), domani o dopodomani pubblicherò una foto. In negozio poi non mi sono fermato un secondo, fra libri arrivati, libri da incartare, libri da consigliare, quando è arrivata ora di chiusura ero stanco ma felice. Appena ho chiuso ho raggiunto un paio di amici con i quali ho bevuto una birra e fatto due chiacchiere, poi mentre tornavo a casa ho telefonato a una ragazza, abbiamo parlato del più e del meno, devo dire che mi piace molto il suono della sua voce. E poi niente, capolinea: questo diario finisce qui. Sarà strano per qualche tempo notare qualcosa senza poi poterlo raccontare a nessuno, ma magari lo racconterò lo stesso, qui. Oppure no, me lo terrò per me. Non lo so, adesso comunque sia me ne vado a letto a leggere, buonanotte.

5° DI4RIO - 35/36

Oggi quando mi sono svegliato mi è parso di sentire che fuori piovesse, invece quando poi con molta calma sono sceso dal letto e ho aperto gli scuri ho scoperto che c’era un bel sole, chissà che cosa avevo sentito. Mentre facevo colazione ho pensato che sarebbe stato un ottimo giorno per tornare a correre ascoltando un podcast dopo l’influenza dei giorni scorsi, solo che poi ho dato un’occhiata alla cima dell’albero in cortile, si muoveva troppo, ho pensato che con tutto quel vento rischiavo una ricaduta, e così non sono andato a correre, non so bene se per pigrizia o per saggezza, vediamo domani come va. Dopo pranzo sono andato a fare un giro in centro, speravo di godermi la calma delle due e mezza, e invece subito dopo avere legato la bicicletta ho incontrato un signore anziano che conosco e che mi ha tenuto mezz’ora per farmi una lezione di filosofia, all’inizio sono rimasto ad ascoltarlo per pura cortesia pensando di farlo sentire meno solo, ma dopo un po' mi è salito il nervoso, non ne potevo più, la cosa buffa è che quel signore faceva dei discorsi tutti seri, ma poi quando è passata una ragazza con la gonna, guardandole le gambe ha detto “mmmh, in cima a quelle colonne ci sarà un gran bel tempio”. Comunque a un certo punto l’ho salutato e ho continuato la mia passeggiata. In un bar ho comprato un caffè lungo da asporto e l’ho bevuto in giro al sole, si stava proprio bene. A un certo punto mi sono seduto sugli scalini di una chiesa con il bicchiere in mano, le Converse bucate e il cappello calato sugli occhi, e siccome un paio di turisti mi sono parsi sul punto di lasciare cadere una moneta nel mio bicchiere, ho preferito tornare a casa. Lì ho fatto qualcosa al computer, poi quando si è fatta ora sono andato in una libreria a sentire uno scrittore locale parlare dei suoi libri e della casa editrice che glieli pubblica, è stato parecchio interessante. Mentre ero lì mi è arrivato un messaggio dalla libreria dove lavoro, volevano dirmi che è arrivato un plico per me, Chissà chi me l’ha mandato, mi sono chiesto, lo scoprirò domani. Dopo ho incontrato una ragazza che conosco, abbiamo fatto una lunga passeggiata insieme e intanto chiacchieravamo, è stato divertente. E poi mentre tornavo a casa ho incontrato un mio amico che fa il badante per alcuni malati terminali, mi ha detto che quel lavoro gli piace tantissimo, lo fa sentire utile e in pace con se stesso, ed effettivamente ho pensato che lo sembrava, questo mio amico, in pace con se stesso, sono stato contento per lui, quando ci siamo separati gli ho augurato ogni bene.

lunedì 15 dicembre 2014

5° DI4RIO - 34/36

Stamattina appena sveglio ho preso il libro e le bollette e sono corso alle Poste, ma c’era troppa gente, dopo poche pagine ho richiuso il libro e sono uscito ad aspettare il mio turno fuori, su una panchina. Mentre aspettavo ho osservato un tizio anche lui in attesa che mi ha ricordato Homer Simpson, e osservandolo mi ha colto di sorpresa un fatto: ormai Homer Simpson è più giovane di me. E poi è successa una cosa che non avevo mai visto succedere: è passato il postino che doveva svuotare la cassetta delle lettere là fuori. L’ho fissato rapito mentre metteva il suo sacco sotto la cassetta, apriva la botola sul lato inferiore e aspettava che le lettere cadessero nel sacco. Che lavoro da sogno, ho pensato mentre lo guardavo allontanarsi verso la prossima cassetta. Dopo sono passato in libreria a prendere una bellissima cartolina-puzzle che mi ha mandato una ragazza, ma non quella anonima, una ragazza che un nome ce l’ha. A pranzo sono passato da mia sorella, c’era anche mio nipote che mi ha detto tutto trionfante che alla fine ha visto Terminator Salvation, e mi ha chiesto di spiegargli i paradossi temporali. Io gli ho detto che Kyle Reese da grande torna indietro nel tempo, incontra Sarah Connor e insieme fanno John, per questo se Skynet uccide il giovane Kyle Reese, John Connor scompare dall’esistenza. Allora lui ha detto “Perché? Se uccidono Kyle Reese la mamma può sempre fare il figlio da sola”. Io ho aperto la bocca e poi l’ho richiusa, non sapevo cosa dire, è ancora presto per certi discorsi. A casa ho trovato nella mia cassetta una lettera di Google, poi ho trafficato con il sito della mia banca, ma in queste cose sono un disastro, le banche, le tasse, i soldi, faccio finta che non esistano, poi però realizzo che esistono e sono guai. E mentre trafficavo con il sito della banca mi ha chiamato una mia amica, abbiamo chiacchierato un po’, poi ho preparato un tè e ho fatto qualcosa al computer, dopodiché sono uscito a fare due passi. In giro ho incrociato due tizi stranieri, uno stava dicendo all’altro “So, what pisses me off is...”, poi sono andato a vedere la pista di pattinaggio sul ghiaccio che hanno montato per il Natale, ho letto il cartello del regolamento, un articolo diceva “Vietato lanciarsi palle di neve”. Poi tornando a casa ho visto la stessa faccia che c’è sulla copertina di Stoner affissa diverse volte su un muro, ho pensato Dài, stanno organizzando qualcosa su Stoner, poi però mi sono avvicinato, non era vero niente, quella era la faccia di Biagio Antonacci, era il manifesto di un suo concerto, Stoner non c’entrava niente.