lunedì 11 agosto 2014

Dal barbiere

Sono andato dal barbiere. Non ci andavo da parecchio, non ci andavo da anni, prima perché i capelli me li tagliavo da solo, poi perché ho smesso di tagliarli del tutto. Ci sono andato perché in testa ormai avevo una massa informe di capelli, e anche perché mi piaceva l’idea di tornare nella bottega di un barbiere, un lavoro che se uno ci pensa esiste da sempre, forse è il secondo mestiere più vecchio del mondo. Davanti a me c’erano due signori sulla sessantina, uno già sulla poltrona, l’altro in attesa, e anche il barbiere era sulla sessantina. Ho chiesto quanto sarebbe costato uno shampoo e un taglio, e il barbiere ha detto Dieci euro, e poi Ah no, aspetta, hai detto shampoo? Sì, ho detto io. E allora fanno quindici ha detto lui. Va bene ho detto io. Le riviste per chi aspettava erano proprio vecchie, la più nuova era un Sette del Corriere della Sera del gennaio 2010, l’ho presa e mi sono seduto, ho letto un’intervista a Fiorello dove Fiorello diceva quelle cose da qualunquista siciliano che non sopporto, diceva che in politica gli stanno simpatici tutti, lui non si schiera ecc.. In un angolo della bottega c’era un vecchio computer fisso tutto ricoperto di scritte in stampatello col pennarello che dicevano QUESTO COMPIUTER È RUBATO AL BARBIERE XXXX, le scritte ricoprivano il computer, il monitor, perfino la tastiera. Intanto i due signori anziani scambiavano col barbiere le classiche chiacchiere da barbiere, cioè sembravano avere un’opinione su tutto, sulle riforme, sull’immigrazione, sull’economia, e per tutto avevano anche la soluzione pronta, che è una cosa questa che mi sorprende sempre negli anziani, perché una cosa che so di me stesso è che crescendo ho scoperto di non avere un’opinione quasi su niente, riconosco di non avere elementi sufficienti, e mi sono chiesto se anche quegli anziani quando erano sulla trentina abbondante avevano smesso di esprimere la propria opinione su tutto per riprendere da vecchi, o se non avevano mai smesso. La cosa comunque mi preoccupava per un altro motivo, mi dispiaceva per il barbiere doversi trovare sulla poltrona uno senza opinioni né soluzioni come me, e mi dispiaceva anche che facesse un lavoro che richiedeva di restare sempre in piedi, e infatti gli ho guardato le gambe, era in pantaloncini, aveva i piedi gonfi e alcune vene varicose, mi sono sentito in colpa per essere in parte responsabile di quel gonfiore e di quelle vene. Quando è venuto il mio turno il barbiere mi ha chiesto come volessi i capelli, gli ho detto Giusto una spuntatina, lui ha detto va bene e ha cominciato, per fortuna nel frattempo era entrato un altro signore sulla sessantina, il tipo con gli occhiali da sole Oakley e un orologio da polso col quadrante immenso e una bella dose di opinioni e soluzioni che hanno tenuto occupato il barbiere mentre mi tagliava i capelli. Alla fine il barbiere ha detto che aveva finito e che mi avrebbe mostrato come mi stavano i capelli asciutti, ha acceso il fon e mentre mi asciugava i capelli li gonfiava con le mani, alla fine avevo in testa una sfera afro che non mi piaceva, io non li porto in quel modo, ma il barbiere sembrava così fiero di quella sfera afro che non ho detto niente, ho pagato e sono corso a fare un tuffo al mare per sgonfiare la sfera, solo che per qualche motivo la sfera afro è rimasta tale e adesso tutti quelli che incontro mi parlano fissandomi i capelli, ma non fa niente, passerà anche questa, già lo so.

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