giovedì 7 aprile 2005

Quarto

Poi fu la volta del canottaggio. Giocavo a basket in quel periodo, ma a parte una grande agilità non ero nessuno al centro dell'area, con quelle spalle che sembravano una gruccia per abiti. Chiesi consiglio al mio allenatore che disse che se volevo metter su qualche chilo di muscoli dovevo fare canottaggio.
Andai alla Lega Navale, e lì scoprii cosa intendeva l'allenatore. Mi fecero salire su una canoa solo dopo un mese di preparazione fisica sfiancante, poi mi insegnarono a vogare. Il difficile all'inizio fu imparare a mantenere l'equilibrio, cadevo continuamente nelle acque liquamose del porto piccolo dove non so come non presi nessuna malattia. In un paio di mesi comunque imparai a vogare come si deve e cominciarono a spuntare muscoli che non sapevo nemmeno di avere.
Ad agosto di quell'anno, avevo quindici anni, feci la mia prima gara di canottaggio. Fu al lago di Naro, in provincia di Agrigento. Ricordo che partii sparato e feci tutti i duemila metri di vogata in apnea. Quando arrivai al traguardo alzai le braccia al cielo e mi misi a urlare come un ossesso. Scesi dalla canoa e andai incontro agli allenatori che mi guardavano perplessi. Mi chiesero che cosa ci fosse da esultare in quel modo visto che ero arrivato solo quarto.

"Come quarto?" chiesi abbassando le braccia. Dissero che i primi tre mi avevano staccato così tanto che quando ero arrivato io loro erano già sotto la doccia. Per questo ero convinto di essermi piazzato per primo.
E così divenni anche lo zimbello della Lega Navale Italiana - Sezione di Siracusa - Gruppo Canottieri, dove mi sa che ancora oggi, dopo dieci anni, la gente esulta perfino se arriva ultima in ricordo del sottoscritto.

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