martedì 24 maggio 2005

Roma, Bologna, Napoli

Mercoledì mattina prendo il treno, sono stanco morto, non ho dormito e mi bruciano gli occhi, in più sono dell'umore giusto per sparare un po' di cazzate, lascio perdere quella dell'ingegnere genetico che ha stufato pure me e dichiaro di essere: a)un barbiere, b)uno scrittore di racconti erotici per adolescenti e c)il cuoco di un ristorante vegetariano, sul "ferribotte" mangio un arancino di riso imbevuto d'olio che sa di marmellata d'arance, in Calabria chiudo gli occhi e li riapro a Roma.
Al pub 'o Connor incontro Ivano e gli altri, Ivano legge brani del suo libro, 16Vitamine, mentre Alessandro lo accompagna alla chitarra più o meno in questo modo qui:




intanto io bevo pinte su pinte di birra rossa da bicchieri a forma di clessidra che schizzano birra tipo geyser ogni volta che superano una certa inclinazione, ne bevo così tante che non ho problemi a piombare sul palco nel bel mezzo del reading e costringere Ivano a scrivere una dedica sulla mia copia del libro, poi tutti a nanna.
L'indomani incontro il Tenente e insieme ce ne andiamo a Bologna, durante il viaggio ho la pessima idea di scrivere un messaggio a M. che però non risponde, e meno male direi io, a casa Claudio ha un libro di Baricco, Barnum si intitola, e me lo bevo durante il fine settimana, fine settimana durante il quale capitiamo in mezzo alla manifestazione anti-Cofferati organizzata a causa di quella storiaccia dei disobbedienti arrestati con l'accusa di "eversione dell'ordine democratico", neanche avessero tentato un colpo di stato, e per la strada si incontrano scritte tipo questa qui:




poi arriva domenica, e succede che a piazza Maggiore, su un palco, c'è lo stesso Beppe Maniglia di cui parla Baricco in uno dei pezzi di Barnum, e tanto mi basta per farmi una foto con lui e la sua moto, lì dietro, e mentre andiamo verso la stazione ché devo partire per Napoli, vediamo un tizio, dall'altra parte della strada, che quatto quatto si avvicina ad una macchina, apre la portiera e si frega una cosa che sembra un marsupio, mentre il proprietario della macchina sta armeggiando nel cofano e non si accorge di niente, e io e il Tenente non fiatiamo, anche perché il ladro ci fa segno di farci i fatti i nostri, e noi obbediamo, e quando dopo ci mangiamo una piadina che sembra una pizza i rimorsi di coscienza ci torturano, ma si fa tardi e io vado alla stazione e mentre aspetto il treno continuo a chidermi due cose:
1) quanti biglietti delle FS dovrò ancora collezionare prima di trovare il SENSO?
2) per davvero, come dice Sua Maestà al telefono, la R4 emette una quantità di fumo tale da staccare un pezzo di Antartide ogni volta che si scala di marcia, perché prima di partire le ho fatto il pieno di diesel invece che di benzina?

11 commenti:

  1. Giusto in tempo per Sky cinema!

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  2. Grazie F!

    S.C.: non vedo l'ora.

    R4

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  3. come sempre... leggerti... meglio che esserci...
    and

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  4. Mi sembra che c'è un pò troppo mielismo in questo blog...

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  5. Ciao and!

    Anonimo, sai cosa dicevano gli aztechi a proposito del miele? No? Be', nemmeno io.

    R4

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  6. best regards, nice info
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