giovedì 16 giugno 2005

Una vera tragedia

L'idea era quella di scrivere qualcosa sull'Antigone, la rappresentazione classica che ho visto ieri al Teatro Greco. Che ne so, pensavo di parlare dell'interpretazione bukowskiana di Alessandro Haber, o di quella estremamente "commovente" (non mi vengono in mente altri aggettivi) di Galatea Ranzi.
Mi sono detto: perché non descrivere la sensazione che si prova a sedersi sulle stesse pietre su cui si sedevano i siracusani già duemilacinquecento anni fa, ad ascoltare in religioso silenzio un testo ancora capace di colpire dritto al cuore? (Più o meno, come se nel Colosseo organizzassero di nuovo i Giochi.)
Poi ho pensato che avrei potuto scrivere qualcosa sulla pioggia che ha cominciato a cadere proprio alla fine dello spettacolo, e sul volume che avrebbero raggiunto gli applausi se la gente non avesse usato le mani per reggere tutti quegli ombrelli spuntati da chissà dove. Avrei potuto parlare dell'odore non proprio piacevole che faceva il tizio seduto accanto a me, del fatto che Tiresia sembrasse Viggo Mortensen con tanto di Hobbit al seguito, o del cuscino su cui sedermi che ho lasciato a casa.
Ma alla fine ho deciso di lasciare perdere.
Dirò solo che è stato bello sentire (sembra impossibile, ma giuro che è vero) migliaia di fiati mozzarsi all'unisono per l'urlo con cui, all'inizio della tragedia, ha esordito Galatea Ranzi.

13 commenti:

  1. Qual è la differenza tra 1Mb e Gb?
    Avrei potuto dire: tre zeri a seguire. Lei avrebbe detto …ma cosa avrebbe voluto dire…
    Allora sono stato zitto a guardarmi lo spettacolo.

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  2. Grande Sharon, se non ci fosse bisognerebbe inventarla.

    R4

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  3. meglio il teatro di siracusa che gli animali al colosseo... magari però nel colosseo ci mettiamo il tizio che puzzava al tuo fianco e lo facciamo urlare leggendo i nomi dei presenti scritti su tanti ombrelli sparpagliati per tutta l'arena. che dici smetto di scrivere cavolate? smetto. ciao R4. noce

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  4. amico, mi emoziono perché tu ti emozioni con le tragedie,
    io mi emozionerei solo se facessi parte della crew pagata.
    l'ultima volta che ho provato qualcosa alle rappresentazioni andavo alle elementari.
    qualcosa tipo che bello.

    punk ang.

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  5. Andai alla prima dell'Antigone. Dovete sapere che da circa 10 anni, le tragedie a sicracusa fanno schifo, perchè sono tutte un po' modernizzate, con un Edipo in giacca e cravatta, o il coro che sembraNO ballerini di madonna. Come se la tragedia necessitasse di esser modernizzata, quando tutti sappiamo che va al di là del moderno stesso ed è sempre contemporaneA all'uomo.
    Bene, con l'Antigone è tornato il teatro classico, sia nei costumi, che nella scenografia e nella musica. Per questo tutti abbiamo avuto un nodo in gola (hai ragione R4, lei è bravissima!).
    Ero alla prima, quindi in mezzo alle autorità, tutta una serata un po' composta e formale.
    Alla fine, un vecchietto dietro di me dice a sua moglie:
    "MINCHIA!! EFFINAMMENTE... MA QUANTO AMU DOVUTO ASPITTARI PERO' AH...!"
    :-)
    Missy

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  6. Ciao Noce, no, non smettere mai di dire cavolate.

    Ang, ho capito che vuoi dire, anche per me è stata un'emozione inaspettata.

    E Missy, mi raccontano di tragedie con macchine rottamate al centro della scena, coro in divisa mimetica, eccetera ecc. Secondo me è molto meglio tenersi sul classico: la semplicità non fallisce mai.

    R4

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  7. Una tragedia che per me è rimasta indimenticabile è la Medea con Valeria Moriconi. Credo fosse il '96. Una scenografia semplicissima di alberi di ulivo, lunghi abiti neri, e lei così brava, forte, al centro della scena. La rividi di nuovo nell'Ecuba. Oggi che lei non c'è più è un grande vuoto. Anche se dopo aver visto quest'Antigone, e la passione di G. Ranzi, sento che torna un teatro classico capace di stravolgere il cuore. Il teatro greco è un luogo sacro. Ma lo rende tale anche l'emozione che rimbomba silenziosa fra chi condivide con te quel rito. Ciao R4!

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  8. Ciao Zizì! Effettivamente mi chiedo come sarebbe stato se ci fossi andato da solo.

    R4

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  9. Semplice: non avreste avuto accanto quella rompipalle che, con la voce esaltata e gli occhi lucidi dall'amore per gli studi, vi spiegava in anticipo tutto il mito greco da Edipo a tutte le generazioni seguenti, mandando a benedire l'effetto sorpresa!

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  10. Grande interpretazione di Galatea Ranzi, davvero degna del teatro greco di Siracusa, eccezionale l'idea delle sculture che rimandavano ad arte antica ancor più delle tragedie, azzeccati i costumi.. ma sentivo l'esigenza di dire che a mio avviso è la tragedia più commerciale che sia stata mai rappresentata nel nostro teatro e a dimostrazione di questo basta pensare che è durata poco più di un' ora contro le due ore suonate della tragedia di sempre..probabilmente per questo è stato un grande successo ed è forse questa la chiave giusta per suscitare negli animi di tutti il grande amore per la tragedia greca.
    G.

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  11. D'accordo con G. a metà. Nel senso: vero che è sembrata "commerciale" (penso all''accessibilità' dei vari personaggi sulla carta probabilmente); percò a me era piaciuta già dopo cinque minuti, e se fosse continuata per altre due ore e mezza mi avrebbe fatto solo piacere. Anzi.

    R4

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