lunedì 12 settembre 2005

Lettera a Philip Roth

Caro Philip Roth,
oggi ho finito di leggere il tuo ultimo romanzo, Il Complotto contro l'America. Non ti scoccerò dicendoti come e perché mi sia piaciuto. Quello che mi premeva dirti è un'altra cosa: Philip, io sono nei guai. Guai seri. Sì, perché fino a quando non avevo letto il Complotto, potevo aggrapparmi all'idea che non avevo letto tutti i tuoi libri. Poteva succedere qualsiasi cosa: una ragazza poteva mollarmi, potevano licenziarmi, le cose potevano andare veramente storte, ma avevo sempre una scialuppa di salvataggio. In qualsiasi momento sarei potuto andare in bibliotca o in libreria, prendere il tuo ultimo libro, e tutti i guai sarebbero diventati solo un ricordo.
Quest'estate, per i motivi più disparati, ho deciso che era venuto il momento, e così ho preso in prestito il Complotto. E come ti dicevo, ora sono nei guai. Ora ho davvero letto tutti i tuoi libri, da Addio Columbus in poi, e se vorrò mai leggerne un altro dovrò aspettare che tu ne scriva un altro. Non è la prima volta che mi succede, è chiaro. Anche con McEwan ogni volta mi tocca aspettare l'uscita di un nuovo romanzo, e lo stesso dicasi per un italiano, Giuseppe Culicchia, ma con te è diverso.
Secondo me io ti conosco molto più di quanto non ti conoscano i tuoi cosiddetti amici. Prendi Nathan Zuckerman. Quanti sapranno, fra quelli che conosci, che Nathan non è il tuo alter ego, ma l'alter ego del protagonista di La Mia Vita di Uomo? E Operazione Schylock? Secondo te sono in molti a sapere che l'intervista allo scrittore Israeliano gliela avevi fatta davvero?
Quest'estate nel campeggio dove lavoro è venuto in vacanza un ragazzo ebreo con la sua fidanzata. Chiacchierando, è spuntato fuori che vado matto per i tuoi libri. Loro hanno detto di non sopportarti. Hanno detto che tu non sei un ebreo, ma un "ateo che si fa propaganda con il suo antisemitismo da quattro soldi". Io ho detto, sì ma i suoi libri, "i suoi libri un corno" ha detto lui arrabbiato, "quell'uomo è diventato ricco disprezzando il suo popolo!"
Io di questo non ne so molto, lo ammetto. So solo che adesso sono rimasto senza scialuppa di salvataggio. Quindi sbrigati a scrivere un altro libro, se no per me si mette davvero male.
Con affetto,
Stefano.

12 commenti:

  1. Prendila come una specie di flusso di coscienza, che con Philip Roth non c'entra granché, ma questa tua lettera mi ha fatto venire in mente certe domande, come quando studiavo il Protagora e ho scoperto che Platone aveva perso Socrate quando aveva 28 anni.E mi sono commossa, e ho pensato che doveva averci sofferto molto, a vederselo portare via così, avvelenato dalla democratica Atene. E gli avrei chiesto se era riuscito a colmare il vuoto, facendolo protagonista dei suoi dialoghi. Altre volte avrei volentieri chiaccherato con Euripide, per sapere come diavolo aveva fatto a sentire così tanto le donne 2.500 anni fa. E infine avrei chiesto a Gesù se in vita avesse amato la Maddalena come l'unica donna della sua vita, se solo non fosse salito su una croce. Questo però l'ho pensato prima del Codice Da Vinci,dopo avere letto "Il vangelo secondo Gesù" di Saramago.
    Certo, per le risposte la vedo un pò dura... Zelmira

    P.S. Lo so, ho scritto troppo, chiedo perdono!

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  2. Io scriverò una lettera al Cancio.Sarà molto lunga e la intitolerò "sala prove e telepatia" così, se mi risponde per iscritto forse mi fa capire qualcosa.Anzi, credo che sarà il titolo del suo primo libro...

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  3. ma scusami, puoi sempre cominciare a rileggerli, no?
    sciao
    boris

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  4. Ciao Boris, qualcuno lo rileggerò di sicuro. Il Teatro di Sabbath per esempio.

    R4

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  5. In effetti a molti israeliti Roth non piace proprio, preferiscono di gran lunga, chessò, Yehoshua: che è formidabile anche lui e mi appassiona più di Roth... però il vecchio Phil rimane un caposaldo intoccabile.

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  6. non ti dico chi leggo io che altrimenti mi vergogno! :)

    Tri

    ps: appena esco da questo "coma" leggo tutto il tuo blog! :)

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  7. Dear Stefano, i have just finished my new book, so don't worry and please go on with your blog curiously named "Renault 4". I know that car!

    Greetings,
    Philip Roth

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  8. ehi..stefano e' il tuo nome vero? la tua lettera, nella quale mi sono imbattuta cercando dei commenti sull'animale morente, mi ha intenerito moltissimo. Misa tanto che io e ti si condivide una passione: philip roth! mi sono innamorata di lui "ascoltando" il suo lamento (sai di cosa parlo) e da quel giorno e' iniziata una ricerca spasmodica di tutti i suoi libri. al contrario di te io il complotto lo devo ancora leggere me lo sto tenendo in caldo per i momenti di vuoto (che ahime' son tanti in questo periodo). a proposito dell'animale morente: alcuni critici lo hanno stroncato e io quasi non credevo a cio' che leggevo! io l'ho trovato vero e profondo. una sincera introspezione che sconfessa l'ipocrisia e inneggia la presa di coscienza del proprio essere umani. Mah! a me ha fatto ridere,commuovere, eccitare,fantasticare...come tutto cio' che leggo di lui.
    a presto e grazie per il contributo apportato alla rete..

    emanuela ROMA

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