venerdì 18 maggio 2007

DI4RIO – 10/30

Stanotte il cane ha dormito sul mio letto, al mattino quando mi sono svegliato mi stava fissando, le ho detto: "ciao" e sono andato in bagno. Mentre facevo colazione mi sono concentrato per una mail di risposta che dovevo scrivere, solo che non sapevo se assumere il tono del compagnone fancazzista di sempre o prendermi un attimo sul serio, mostrare i denti per ringhiare o per sorridere, era una mail fondamentale per il mio equilibrio interiore. Ho passeggiato per l'appartamento per non so quanto tempo, ho lasciato persino i solchi tipo zio Paperone, poi ho deciso che era meglio se uscivo. Sono andato a buttare il vetro la plastica e la carta da riciclare, lì vicino c'era un signore che ha detto al suo cane: "uffa, lo vedi come sei?", e intanto io pensavo alla mail, un paio di volte ho rischiato di buttare il vetro nel cassonetto della carta e la plastica in quello del vetro ma mi sono fermato sempre in tempo. E siccome non mi era venuta nessuna idea, ho iniziato a camminare, me ne sono fregato se ero già vestito da pittore con una polo maculata d'azzurro, e i jeans e le scarpe schizzate di almeno tre colori diversi. Dopo un po' che camminavo mi sono reso conto di stare cantando a ripetizione Police and thieves dei Clash compreso il coretto femminile che fa "oh yeeeeeeah!", e alla fine ho deciso che tipo di mail dovevo scrivere, sono tornato a casa e ho scritto la mail più triste che mi sia mai capitato di scrivere, carica di nostalgia e con un tocco di livore. Avevo paura che me ne sarei pentito subito dopo avere cliccato su "invia" e invece rileggendola sono proprio contento di avere scritto quello che ho scritto. Di pomeriggio sono andato a finire di pitturare, dovevo passare la seconda mano, poi ho preso la scaletta pieghevole di legno per rifinire l'angolo fra le pareti e il tetto, solo che era una faticaccia salire la scaletta, rifinire una porzione di angolo, scendere, spostare la scaletta di mezzo metro, risalire eccetera. Allora ho cominciato a spostare la scaletta senza scendere, era facilissimo, bastava fare una specie di ollie e la scaletta saltellava nella direzione che dicevo io, proprio come uno skateboard. Mi sono divertito un mondo a "ollare" con la scaletta, ho fatto il giro di tutta la stanza, e a un certo punto ho pensato che con un po' di pratica sarei riuscito a fare anche un ollie 180 o addirittura un bonus ollie. Per un po' ho anche pensato di brevettare una scaletta con le ruote, l'avrei chiamata "stairboard" e ci sarei potuto andare sulle rampe dello skatepark, ma per fortuna che intanto ho finito di pitturare e sono tornato a casa, se no ero capace di rompermi la catena, come chiamiamo da queste parti la spina dorsale.

Rock 'n' roll.

(Che cos'è DI4RIO.)

Nessun commento:

Posta un commento