lunedì 28 maggio 2007

DI4RIO – 20/30

Oggi ho ignorato la sveglia più del dovuto, quando sono rinsavito era tardi e ho dovuto correre per arrivare in libreria. Lì c'era la classica stasi da lunedì mattina, ho letto una guida della Sicilia in inglese, c'era un'intervista a Vincenzo Consolo dove lui a un certo punto diceva: "la letteratura in Sicilia nasce dalla tristezza". Ho sfogliato l'ultimo libro di Culicchia, volevo comprarlo ma c'era quel sottotitolo, "il romanzo dell'estate in cui abbiamo vinto i mondiali", che mi ha ammosciato troppo. Intorno a mezzogiorno sono andato alla sede della Provincia, c'era una cerimonia alla fine della quale consegnavano degli assegni ad alcuni commercianti di Siracusa. La sala dove si è svolta la cosa era arredata come un bordello del Terzo Reich, o almeno, come mi immagino che fosse arredato un bordello del Terzo Reich, chi c'è stato mai in un bordello, e per giunta del Terzo Reich? Io no. I politici che a turno sono intervenuti alla cerimonia parlavano, sorridevano, erano vestiti, ammiccavano e ragionavano come se avevano appena visto il Padrino e gli era piaciuto da matti. Io per fortuna avevo pensato bene di portarmi appresso il romanzo di Fagioli, e mi sono estraniato, come meglio ho potuto, leggendo. Un tizio accanto a me invece faceva un sacco di telefonate, ogni volta che dall'altro capo gli rispondevano diceva sempre la stessa cosa: "Ué [nome dell'interlocutore], come sei combinato/a per le elezioni?" Al momento della consegna degli assegni ho scoperto con orrore che nel ritirarlo si doveva prima stringere la mano ai politici. Quando è toccato a me come rappresentante della libreria, ho provato a tirare dritto, ma quelli erano degli specialisti della stretta di mano, la tendevano di scatto uno dopo l'altro e intanto sfoderavano quei loro sorrisi affilati, e io non ho potuto fare altro che abbozzare e stringere tutte quelle mani. La cerimonia è finita giusto in tempo per beccarmi l'ora di punta del traffico, per fare cinque chilometri ci ho messo un'eternità e dentro la macchina faceva un caldo insopportabile, che poi il traffico sarebbe pure un po' più scorrevole se non fosse per quei fottuti SUV che ingorgano le strade nei punti più stretti. Dopo pranzo sono uscito in veranda a portare da mangiare alle tartarughe. Ce n'erano solo due. Ho cercato le altre dappertutto, ma niente. Morale: hanno rubato quattro tartarughe. Qualcuno stanotte si è arrampicato – abito al primo piano – e si è portato via quattro tartarughe. C'era ancora l'impronta delle sue scarpe sul cornicione. La cosa mi ha messo una tristezza infinita, sono andato a sdraiarmi col morale al minimo storico, poi piano piano mi è salita l'incazzatura. Alla fine ho desiderato con tutte le mie forze di averli beccati in flagrante, mi sono immaginato tutta una storia con me che li legavo a una sedia e gli mettevo i piedi a mollo in una bacinella, intanto guardavo un film, e fra un pop corn e l'altro mi divertivo a immergere nell'acqua il cavo elettrico scoperto di una lampada, ma poi ho aperto gli occhi e ho pensato che io non sono così, forse.

Rock 'n' roll.

(Che cos'è DI4RIO.)

6 commenti:

  1. Scusa la mia oceanica ignoranza ma valgono così tanto le tartarughe? Può essere che i lardi si siano arrampicati fino a casa tua e non abbiano tentato di rubare niente dentro l'appartamento? Sono proprio dei pezzenti, mi dispiace

    RispondiElimina
  2. MA noooo povere tartarughine!! E come faranno a fare comunella adesso?!

    RispondiElimina
  3. Pedro, a me hanno detto che c'è tutto un mercato dietro, e che un po' valgono.

    Orsalè, sono rimaste solo in due, poverine.


    R4

    RispondiElimina
  4. non c'è che dire, questa è un'indole da scrittore... non è facile saper raccontare senza informare...

    RispondiElimina
  5. mi dispiace tantissimo per le tue tartarughe..
    che gesto ignobile..

    ps. che libro stai leggendo di Fagioli?

    marco

    RispondiElimina
  6. Marco: il libro si intitola "Un certo senso".

    Jomarch: eh?


    R4

    RispondiElimina