mercoledì 30 maggio 2007

DI4RIO – 22/30

Stamattina è suonata la sveglia ma me ne sono fregato, tanto sapevo che ormai a scuola non viene più nessuno, verso le dieci mi sono svegliato sul serio, ho fatto colazione e sono andato a vedere che aria tirava a scuola. In giro c'era più traffico del solito, seguendo la mia teoria ho parcheggiato ancora più lontano dell'ultima volta, e comunque non avevo fretta, c'era un sole stupendo e mi andava di camminare. Per strada un prete mi ha fatto gli occhi dolci, poi ho incontrato un ragazzo che conosco, mi sono fermato a parlarci anche se non ci tenevo molto, ha questo modo irritante di toccarmi quando parliamo, mi sembra di essere una specie di interfono, ogni volta che tocca a lui parlare deve prima tastarmi una spalla o il petto. A scuola ho evitato segretarie e presidi vari, ho constatato che effettivamente non era venuto nessuno degli studenti e sono andato a mettere firma. In sala professori ho incontrato un mio collega balbuziente, ho commesso l'errore di chiedergli spiegazioni circa alcuni documenti che devo chiedere in segreteria, lui ci ha messo un quarto d'ora a dirmi tutto, quando ha finito sono scappato, sono ritornato al sole, d'estate mi sembra di dipendere dal sole, non ne posso fare a meno, come Superman o una pianta. Fuori ho visto un uomo con due husky, uno grande e uno piccolo, un suo amico che passava da lì gli ha detto: "ti manca la slitta!", e lui ci si è fermato a parlare, gli ha spiegato che l'husky piccolo è l'ultimo cucciolo dell'husky grande rimasto, degli altri due, uno l'ha venduto, l'altro se l'è mangiato la madre, l'amico ha detto: "sta minchia!", e se ne è andato. Di pomeriggio sono uscito, dovevo comprare una rete per il letto, solo che mi sono reso conto che una rete costa un sacco di soldi. Allora ho pensato che potevo costruirmela da solo, bastava comprare alcune tavole di legno e inchiodarle tra loro perpendicolarmente, come le pedane che usano i muletti per trasportare i carichi, e proprio in quel momento sono passato davanti a un mucchio di pedane abbandonate fuori da un negozio. Ho inchiodato, sono sceso a chiedere se potevo prenderne quattro, mi hanno detto di sì e le ho caricate in macchina. Sono tornato a casa, ho poggiato le pedane per terra e poi ci ho messo sopra il materasso. In quel momento alla radio hanno detto che secondo Umberto Eco, Noel Gallagher è un poeta, ma io non ci ho fatto molto caso perché stavo ammirando il mio letto nuovo, sembrava comodissimo, non vedevo l'ora di provarlo, non me ne fregava niente se era una cosa igienicamente discutibile, già immaginavo i sogni che farò su quelle pedane provenienti da chissà quale parte del mondo.

Rock 'n' roll.

(Che cos'è DI4RIO.)

6 commenti:

  1. un letto fatto con i pallets! Molto poetico... ;)

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  2. Ah, è così che si chiamano? Pallets? Allora sì, ho un letto fatto di Pallets.

    R4

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  3. una mia amica ha dormito sui pallets due mesi poi stava morendo di mal di schiena e uccisa dal pruvulazzo che si attaccava ovunque. buona fortuna!

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  4. si...il nome è quello, anche se "pedana" fa più chic!

    http://www.logismarket.it/pallet-legno/10594395-cp.html

    Certo potresti isolarli un filino con tipo i sacchi del pattume, più che altro per l'odore...

    Per il dormirci sopra e il "duro" del materasso, dipende invece da quando e come sei abituato....

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  5. se sei (?) un tipo fashion, allora pallets!

    sennò "pedane per bancali" fa molto più operaio

    marco

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  6. Oh, non c'è problema, sono abituato a dormire profondamente su superfici ben più dure. Anzi, a me i pallets sono sembrati comodissimi!

    Di poilvere fino ad ora nessuna traccia, fortunatamente.


    R4

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