venerdì 11 maggio 2007

DI4RIO – 3/30

Ieri sera il concerto non è stato proprio memorabile. Problemi col mixer, coi microfoni, con la testa. Alla fine un terzo del gruppo se ne è andato a casa, un altro era fuori servizio per alcol, io da solo non me la sentivo di smontare tutto e ho pensato bene di salire in macchina e andarmene a dormire. Stamattina ero ancora mezzo stordito dalla birra e dalla delusione. Dovevo essere anche confuso perché mi sono sorpreso a lasciare la tazzina di caffè nel lavandino del bagno. Sono andato in centro a sbrigare certe faccende, e mentre camminavo da lontano ho visto una signora sui settant'anni davanti a una farmacia fissare perplessa una di quelle macchinette automatiche che vendono preservativi. Ho mormorato "che caz..." intanto che mi avvicinavo. Quando ero a un passo la signora si è voltata e mi ha chiesto di darle una mano. Io ho pensato che fosse un momento fondamentale, eccoti qui, mi sono detto, sta per succedere qualcosa di storico, qualcosa di talmente avanti da lasciare un segno indelebile nella storia dell'umanità e tu ne sarai testimone, di più!, stai per esserne partecipe. Ho fatto un passo in direzione della signora, ma quello che avevo preso per un momento topico si è rivelato un semplice errore di prospettiva: la signora stava provando a leggere la tabella lì accanto con gli orari notturni e festivi delle farmacie, la macchinetta nemmeno la vedeva. "Mi leggi chi è aperto stanotte?" ha chiesto. Dopo mentre camminavo di nuovo mi veniva da ridere a pensare a una signora di quell'età che compra un preservativo, solo che poi ho pensato che sarebbe una cosa praticamente impossibile da succedere, e questo suo essere una cosa impossibile da succedere mi ha messo addosso una tristezza infinita, ho pensato a quando sarà l'ultima volta in vita mia in cui comprerò un preservativo, l'ultima volta che farò sesso con una persona eccetera. Di pomeriggio ho ridipinto il corridoio di casa, prima col rullo, poi i particolari con un pennello. In un angolo un po' nascosto, in alto, ho pensato che potevo lasciare un segno, una specie di firma, e col pennello ho disegnato uno smile. Solo che invece di un sorriso è venuto fuori una specie di ghigno diabolico, e poi in qualsiasi parte del corridoio mi trovassi sembrava che lo smile diabolico mi stesse fissando e ridesse di me, ogni tanto mi voltavo a guardarlo e lui era là che mi fissava e rideva di me, ma questo non vuole assolutamente dire che io sia in qualche modo paranoico mi raccomando.

Rock 'n' roll.

(Che cos'è DI4RIO.)

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