sabato 26 maggio 2007

DI4RIO – 18/30

Nonostante tutto lo sbattimento di dovere andare a Rosolini, bere un numero indefinito di Dreher, suonare, beccarsi il manico del basso in pieno naso senza che questo, miracolosamente, si rompa, e tornare a casa a notte fonda, oggi mi sono svegliato piuttosto in forma. Nel momento in cui è suonata la sveglia, riuscivo ancora a sentire la voce da burocrate che attraverso un megafono stava dicendo: "verificate la verifica!" e che era la protagonista di un sogno orwelliano dei miei, che a parte la voce non ricordavo affatto. Mentre bevevo il caffè ho letto il televideo, a quanto pareva Paul Newman si ritira dalle scene. Letta questa notizia ho pensato che Newman mi è sempre piaciuto, a parte come attore, anche per tutta la faccenda dei cibi biologici con la sua faccia sopra, e i cui profitti lui ha sempre devoluto in beneficenza. E poi ho pensato che la parte siculo-conservatrice di me medesimo lo apprezza anche per essere stato tutto questo tempo con la stessa donna, anche lei attrice, solo che non ricrodavo come si chiamasse, ho pensato a Natalie Wood, sono andato a controllare e no, era Joanne Woodward, non Natalie Wood. Dopo pranzo ho visto un documentario su David Niven, che è quell'attore che faceva sempre la parte del gentleman inglese. Anche se doveva impersonare un ladro, o un militare, lui lo interpretava comunque come un gentleman inglese, e questa cosa nel documentario il figlio di Goldwin, il produttore, l'ha spiegata dicendo che "David Niven" è il ruolo che David Niven ha interpretato per tutta la carriera. Un'altra parte divertente è stata quano un amico di David Niven raccontava che una delle sue mogli, "siccome era scandinava", ogni tanto faceva cose come spogliarsi e andare a ballare nuda in giardino. Il brutto di questi documentari, ho pensato poi, è che finiscono tutti allo stesso modo, con il declino e la morte del protagonista. E questo sarebbe già triste di per sé, ma la cosa veramente devastante è che subito dopo ti fanno rivedere l'eroe di turno nel fiore degli anni e della carriera, e a quel punto c'è poco da fare, non puoi non commuoverti, ho pensato anche che i produttori di documentari biografici ne sanno una più del diavolo. Mi sono sdraiato per leggere un po', ma è finita che ho chiuso gli occhi e mi sono abbandonato a qualche pensiero triste, la cosa buffa è che i pensieri tristi mi vengono sempre nei periodi in cui le cose sembrano andare bene, mai quando mi trovo nei casini, forse perché quando mi trovo nei casini non riesco a pensare ad altro che a tirarmene fuori. Di pomeriggio sono andato in libreria, ho iniziato a leggere il libro di Miranda July, ma entrava sempre qualcuno e alla fine ci ho rinunciato. Un signore con un accento del Nord, uno che mi aveva chiesto di controllare se avevamo una ventina di titoli senza alla fine comprare nulla, ha preso in mano il Libro dei coniglietti suicidi, lo ha sfogliato per un po', e con una smorfia ha iniziato a borbottare: "questo... questo... è inaccettabile." Ha alzato gli occhi su di me e ha detto: "tu che ne pensi?" "Lo trovo spassosissimo" ho detto io. Lui ha posato il libro e se ne è andato senza nemmeno salutare. Certe volte penso che per liberarsi degli scocciatori basti pochissimo. Basta essere se stessi, delle volte.

Rock 'n' roll.

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