sabato 19 maggio 2007

DI4RIO – 11/30

Nonostante la sbornia di ieri, stamattina mi sono svegliato piuttosto in forma. Prima di alzarmi dal letto ho pensato se la sera prima avevo fatto qualcosa di cui pentirmi, mi sono venute in mente un paio di situazioni, ma non me ne sono pentito affatto, e anzi ce n'erano un altro paio di cui ero proprio fiero. Ho curato il doposbronza come meglio so, e cioè bevendo caffè, ingerendo cibi ad alto contenuto glucidico, e soprattutto cacciando la testa sotto una cascata di acqua gelata. Come sempre, ha funzionato. E siccome la sbornia era una sbornia da rum, sono dovuto sorbirmi i miei classici effetti collaterali da sbornia da rum, cioè il fatto che mi commuovo per qualsiasi cosa, anche la più stupida: una pubblicità alla radio, una canzone scema, perfino guardare il cane che si pulisce le parti intime. Ho gironzolato un po' per casa canticchiando una canzone dei Bloc Party, Banquet, ovvero solo il ritornello perché conosco le parole solo di quello, poi ho acceso la TV per vedere il telegiornale. Ma sono capitato subito su una notizia proveniente da Rotterdam, tipo che un gorilla è uscito dalla sua gabbia nello zoo, e allora ho cambiato canale e ho visto un documentario su Antony Queen. Hanno mostrato una scena di Zorba il Greco, quando Zorba dice: "un solo peccato non viene perdonato ad un uomo: quando una donna lo invita nel suo letto, e lui non ci va." Di pomeriggio sono andato in libreria, ho letto il pezzo del libro di Mullis dove lui descrive quella volta che è stato rapito dagli alieni, una sera ha incontrato un procione che gli ha detto: "salve professore!" e poi non si ricorda più niente di quello che è successo, solo che qualche giorno dopo è tornato in quel posto con un fucile e ha sparato un intero caricatore contro un albero dalla forma strana, e questa cosa me l'ha reso meno simpatico, Mullis. Ho preso in mano 1984 di Orwell in lingua originale, la prima frase era: "it was a bright cold day in April", poi ho iniziato a leggere l'ultimo romanzo di Paolo Nori che mi ha lasciato a bocca aperta per la rabbia esplicita per lo meno del prologo, non so, fino a ora sembra un libro scritto da uno che vuole spacciarsi per Paolo Nori ma non ci riesce tanto bene. Sono tornato a casa, ho mangiato, non mi andava di uscire e ho visto un film di Francis Ford Coppola, che è un regista che mi piace, tratto da un romanzo di John Grisham, che è uno scrittore che non ho mai letto ma penso che difficilmente mi piacerebbe, e questa cosa un po' mi ha influenzato nella visione, ogni tanto Matt Damon nel film mi stava simpatico, e ogni tanto mi faceva pentire di non essere uscito, ma John Grisham con questo mi sa che non c'entra niente.


Rock 'n' roll.

(Che cos'è DI4RIO.)

1 commento:

  1. Io mi sono commossa ieri per ben due volte, ma non ero sotto l'effetto dell'alcool:
    1. Finendo il libro di Calvino "Il sentiero dei nidi di ragno", e precisamente gli scoppi di pianto sono stati alla fine del cap.IX e alla fine del libro, che è stupendo e per niente sdolcinato. L'hai letto? Io mi sono ridotta a farlo in età avanzata, ma ne sono felice.
    2. Di sera sono andata al cine a vedere "La vita degli altri", stupendo anche questo e groppo in gola anche qui.

    A presto, anzi a mare

    Zelmira

    P.S. L'arte del sogno è davvero davvero "grazioso", come dicono i palermitani.

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