venerdì 1 giugno 2007

DI4RIO – 24/30

Siccome ieri sera ho rivisto insieme a un'amica I Tennenbaum, stamattina appena sveglio avevo fissa in testa Needle in the hay di Elliot Smith, anche se più che altro, non conoscendo le parole, la fischiettavo. Non avevo fretta, in bagno mi sono preso il lusso di pisciare da seduto, sul mobiletto lì accanto c'era un giornale piegato, ho letto la pubblicità di un'agenzia immobiliare, diceva: "INCROLLABILE GRANITICA VOLONTA' DI FARVI COMPRARE CASA IN 15 GIORNI!!!". Dopo colazione ho controllato il televideo, sembra che in Giappone sia nata la moda di leggere i libri sui telefonini, "perché sui mezzi pubblici non si può parlare al telefono" diceva l'articolo, e io non ho capito se non si può perché è vietato o perché non si riceve il segnale o perché è considerato maleducato. Ho visto l'ultima puntata del programma di Augias, ho pensato che in questo modo durante l'estate nessuno entrerà in libreria a chiedere i libri presentati in quella trasmissione, a meno che, ho pensato terrorizzato, non mandino in onda le repliche. Quando è finita la puntata ho spento la TV e, fissando lo schermo nero, ho pensato a una cosa. Ho pensato a quello che succede ogni tanto, tipo che c'è una rivista su un tavolo, e nessuno ci fa caso, ma non appena uno si mette a sfogliarla e magari commenta ad alta voce un articolo, immediatamente tutte le persone presenti nella stanza vogliono quella rivista, anche se fino a trenta secondi prima era lì, poggiata sul tavolo, senza che nessuno la degnasse di uno sguardo. Ho detto "rivista" ma potevo dire anche qualcos'altro. Ecco, mentre fissavo lo schermo nero ho pensato se questa cosa non valga anche con le persone, con quel segue. Di pomeriggio ho montato un'altra lampada, questa volta in bagno, poi sono andato nel negozio della famiglia di una mia amica a vedere se vendevano pedane o pallets che dir si voglia, appena entrato sono rimasto di sasso, c'era un ragazzo che era uguale sputato alla mia amica, solo una decina d'anni più vecchio, mi ha detto che purtroppo non vendono pedane. Sono passato dalla libreria, mentre ci andavo sul muro di un liceo ho letto, scritto con la vernice spray: "CHI 6 TU PER PORRE FINE A QUESTI 2 MESY?". In libreria ho ripreso in mano Il codice perduto di Archimede, ho aperto a caso, un capitolo iniziava con la frase lapidaria: "Archimede è lo scienziato più importante che sia mai vissuto". Il libro spiegava questa affermazione dicendo che così come tutta la filosofia occidentale può essere considerata come una postilla di quella di Platone, così tutta la scienza moderna si può considerare una postilla delle teorie di Archimede. Ho preso in mano il BUR sulla poesia Scapigliata, ne ho letto qualche verso, l'ho rimesso a posto, quindi ho aperto un libro fotografico, si intitolava Sicilia antica, mi pare, ed era bellissimo. Erano tutte foto di cinquanta, settant'anni fa, c'erano queste facce così familiari ma anche così sconosciute, alcuni in viso sembravano dei pellerossa, altri degli esquimesi però con la pelle cotta dal sole, mi sono chiesto se anche Archimede avesse una faccia del genere, mi sono risposto che probabilmente sì, anche se nei quadri che vendono, tipo quello dove lo si vede troppo applicato in qualcosa per accorgersi che i romani lo stanno per accoppare, sembra più un anziano dei giorni nostri, e nemmeno con tutte le rotelle a posto.

Rock 'n' roll.

(Che cos'è DI4RIO.)

1 commento:

  1. "Ecco, mentre fissavo lo schermo nero ho pensato se questa cosa non valga anche con le persone, con quel segue".


    A me capita così abbastanza spesso da farmi pensare che sia la norma.


    PS. ti ho risposto anche da me, ma comunque: ero anche io in Duomo il 25 aprile.

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