sabato 2 giugno 2007

DI4RIO – 25/30

Oggi appena sveglio sono corso in cucina, ho preso un muffin, l'ho tagliato a metà, ho spalmato in ognuna delle due parti abbondante nutella, le ho incollate, e ho mangiato il tutto. Sul sito del televideo ho letto di un dentrificio killer proveniente dalla Cina, contiene un surrogato della glicerina e ha già ammazzato svariate persone. Ho letto anche che hanno consegnato i nastri d'argento. Mentre leggevo questa notizia ho pensato che al cinema italiano non resta che premiare se stesso, visto che ormai non lo fa più nessuno. Sul sito di Internet Bookshop invece ho dato un'occhiata ai reminders, ho cliccato su "narrativa straniera" e poi, al momento di scegliere la casa editrice, su Guanda, che è una delle mie preferite. Ho scorso la lista che è spuntata fuori, e a un certo punto c'era anche Il nero dal cuore bianco, dell'olandese Arthur Japin, che era il libro che la sosia di Rebecca Romijn teneva accanto al letto, per terra visto che non aveva comodino, e questa cosa mi ha reso un po' triste. Siccome pioveva non sono potuto andare al mare con una mia amica come da programma, ho pensato che potevo leggere qualcosa, ma poi, giocando con il cane, ho acceso la tele e sono capitato su un film. Era pieno di gente famosa, Connery Quaid Jolie Mohr Rowland, ma lo stesso non era un granché, non si vedeva altro che della gente dire Ti amo a dell'altra gente che a quel punto scoppiava in lacrime per la felicità. Di pomeriggio in libreria sono venuti un sacco di turisti, un paio di spagnoli hanno chiesto una guida di Siracusa in cinese, alcuni francesi volevano un qualunque libro di Platone, basta che al suo interno fosse citata almeno una volta Siracusa, e così via. Ho letto ancora un po' del Codice perduto di Archimede, ormai voglio leggerlo tutto, a quanto ho capito c'è una parte che si svolge a Siracusa, vedremo. Quando ho finito morivo di fame, sono entrato in una specie di pizzeria fast food, ho chiesto un pezzo di pizza, "prima prendi il vassoio" mi hanno detto, io ho detto che non volevo sedermi, volevo mangiarlo fuori, mentre camminavo, "allora prendi un piatto di carta" hanno detto loro, e io ho detto: "sentite, non ce l'avete un tovagliolo?", e loro: "o il vassoio o il piatto di carta", alla fine mi sono seduto. Nella stanza accanto c'era una festa di compleanno, era pieno di ragazzini, un signore ogni tanto si affacciava e chiedeva il risultato della partita dell'Italia, non ho capito perché lo chiedeva a me visto che ero l'unico che non la stava guardando, davo persino le spalle al televisore. Quando ho finito ho buttato tutto nel cestino e me ne sono andato, dovevo incontrare un'amica per andare a bere qualcosa. Sono passato davanti a un ristorante, accanto alla vetrina erano seduti un ragazzo e una ragazza, si vedeva che erano al primo appuntamento, lui parlava e lei lo stava ascoltando con troppa attenzione. Visto che ero in anticipo, e che loro non potevano vedermi, mi sono fermato un po' a osservarli, sembrava che parlasse soltanto lui, lei stava con le mani intrecciate sotto il mento e ascoltava, ascoltava e basta, ho aspettato, ho deciso che non me ne sarei andato fino a quando anche lei non avesse aperto bocca. Ma poi si è fatto tardi, dovevo andare, sono andato a incontrare questa amica mia, ho fatto parlare solo lei, io ho parlato il minimo indispensabile, dicevo solo sì o no.

Rock 'n' roll.

(Che cos'è DI4RIO.)

3 commenti:

  1. bravo: sempre farle parlare..
    (i chiacchieroni stancano)

    ps. curiosità, se posso: come mai diventi sempre triste quando qualcosa ti ricorda la sosia di Rebecca Romijn?

    marco

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  2. ...forse perchè la sosia di Rebecca si trova in Olanda e lui a sr!?..hihihi R4 le sono vicina baci baci...


    ....X

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  3. Divento triste perché ripenso a quando correvo in bicicletta fra milioni di altre biciclette e non sapevo cos'era la macchina. Però anche X ci è andata vicina.

    R4

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