giovedì 12 luglio 2007

The frog chainsaw massacre

Ieri mi sono accorto che sono passati già cinque anni da quel giorno di Luglio in cui, in jeans e camicia, discutevo la tesi di laurea dal discutibile titolo: Triturus carnifex L. e Rana esculenta come modelli sperimentali per studi di monitoraggio degli xenoestrogeni nell’ambiente acquatico. Sembra ieri. Una cosa buffa che ricordo è che tutti continuavano a dirmi che un giorno me ne sarei pentito, di non avere indossato giacca e cravatta. Be', ecco la novità: dopo un lustro ancora non me ne pento. Anzi, secondo me potevo fare a meno anche della camicia.

Quindi forse è così che funziona. Appena qualcuno vi dice di non fare qualcosa con la scusa che un giorno potreste pentirvene, quello è proprio il momento di agire.

Chi lo sa?

Io no.


Rock 'n' roll.

8 commenti:

  1. diciamo che il pentimento dovrebbe essere direttamente proporzionale all'azione ...fino a che si parla di giacche, cravatte, tailleurs, ci può pure stare.
    immagino che comunque tu stia parlando di un'azione contraria a quello che ci dicono di fare...mah...ultimamente sto così scoglionata e catatonica che è quasi una fortuna quando mi docono "devi fare così"..
    un bacio.

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  2. Ma te la sei sparata l'overdose di Elliott?

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  3. Ho iniziato, Puck! Entro la fine dell'estate sarò il più grande conoscitore di ES della Sicilia orientale, promesso!

    R4

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  4. "il momento di agire",
    già!

    marco

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  5. Ma dai che in fondo figheggiare ogni tanto piace a tutti!

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  6. io non avevo giacca e cravatta il giorno della mia laurea...
    ero in jeans e scarpe da ginnastica

    neanche io me ne pento

    fra

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  7. Lilith: vero, a chi non piace gigioneggiare di tanto in tanto?

    Ciao Marco.

    Ciao Rick.

    Francesco: grande, pentirsi è bene, non pentirsi è divino.


    R4

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