giovedì 23 agosto 2007

Un giorno in libreria (attenzione, post aggiornato in tempo reale!)

Ore 09:15 - Sto ancora girando la chiave nella serratura, che già una coppia di americani mi dice ansiosa, senza salutare né niente: "internet?". Faccio di sì con la testa, mi volto per entrare e mormoro: "cazzo, siete in vacanza, rilassatevi". E loro: "come?". Io: "niente, niente".

Ore 10:32 - Un tizio inzuppato di sudore si è avvicinato al banco, mi ha mostrato un libro vecchio e con accento veneto mi ha chiesto se eravamo interessati ad acquistarlo. Gli ho risposto di no e lui ha detto: "guardi che su e-Bay mi dànno 5,000 euro!" Io: "noo-o."

Ore 11:10 - E' passata la signora che entra ogni giorno e che per chissà quale ragione strilla sempre. "ASCOLTI!" ha detto. "Prego". "HA UN LIBRO CHE SI CHIAMA FURIA!" "Controllo... No." "GRAZIE!" "DI NIENTE!"

Ore 11:48 - Libreria vuota. Musica jazz di sottofondo. Aria condizionata. Belle turiste che sfilano davanti alla porta. Fantasmi interiori praticamente addomesticati.

Ore 12:05 - Turista toscano: "Avete miHa la cartina stradale dell'Italia?". "Eccola. Scala uno a un milione." "Ce l'avete miHa più partiHolareggiata?" "Ecco. Uno a settecentocinquantamila." Le guarda per qualche secondo, prima una, poi l'altra. Alla fine dice: "un po' meno, partiHolareggiata?"

Ore 13:00 - Chiusura "per siesta", come dicono gli americani. Qualcuno gli spieghi che sono in Italia, non in Spagna.

Ore 16:30 - Riapertura. Ennesima coppia di americani stressati che se non navigano su internet ogni mezz'ora si sentono male.

Ore 17:52 - Anche i veneti non scherzano, quanto a stress vacanziero. E' appena entrata una famiglia tipo veneziana. Avreste detto tutto, tranne che erano in vacanza. La madre sembrava vittima di un esaurimento nervoso. Suo figlio ha preso in mano un libro. Lei gli ha urlato: "MATTEO, POSALO SUBITO!" Ne capitano di continuo, di famiglie nordorientali del genere.

Ore 19:00 - E' appena entrato un "manga" umano. Per manga umano io intendo una ragazza che abbia trenta centimetri di giro vita, e duecento di torace.

Ore 20:15 - Si chiude. Non so, stamattina l'idea del diario in tempo reale mi sembrava bella. Ora un po' meno. Come la mia vita in questo periodo, dopotutto. Il lavoro visto come specchio della propria esistenza. Fantastico, sono un cliche vivente. Mi odio.

Rock 'n' roll.

1 commento:

  1. Invece l'idea è molto carina.
    :-)

    p.s.: non sei l'unico a sentirti un clichè umano, tranquillo. :-)

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