venerdì 7 settembre 2007

Che è peggio

Adesso divento razzista. O forse no. Non lo so. Razzista credo si dica di chi nutre pregiudizi verso qualcuno per qualcosa che questo qualcuno non può scegliere di essere. Altrimenti si parla di snob(*), forse. Boh, comunque sia, va bene: adesso divento snob. O forse solo antipatico.
Il fatto è che volevo dire di essere proprio contento di lavorare (anche) in una libreria. E questa contentezza deriva dalla constatazione che in una libreria, lo "spettro", chiamiamolo così, del tipo di clienti è piuttosto ristretto. A differenza di una farmacia, per esempio, di un supermercato, di un negozio d'abbigliamento, di una macelleria, di un bar e via discorrendo, non tutti entrano in una libreria. E' un fatto. Il ragazzo - occhio che qui inizia lo snobismo - con gli occhiali ipertrofici griffati D&G o DIOR, spesso neanche graduati, che anzi non possiede un solo capo d'abbigliamento e/o accessorio di cui non si possa risalire volenti o nolenti alla marca, che guida un maxi scooter rumorosissimo a tutta velocità e senza casco, che possiede telefonini ultratecnologici coi quali potere ascoltare musica napoletana a manetta, che guarda tutti i reality, anzi, peggio, che distingue i reality che gli piacciono da quelli che non (e che soprattutto sogna un giorno di comparirci, in uno di quei reality), che schifa qualsiasi cosa emetta anche solo odore di Cultura, un tizio del genere, tirando le somme, semplicemente non entra quasi mai in una libreria.
E dispiace dirlo - perché anche se sono, a quanto pare, uno snob di prima categoria, non sopporto gli snob che parlano male dei libri di Moccia - dispiace dirlo, dicevo, ma l'unico punto di contatto fra la bancarella di CD di musica napoletana, e la libreria in cui lavoro, sono proprio i vari Tre metri sopra il cielo e via disperatamente Niki cercando. E anche questo è un fatto.

Morale della favola?, si chiederà qualcuno.

E che ne so. Come sempre, quando si tratta di snob, credo che sia: "io sono meglio di loro".

Che è tutto dire.

(*): che poi: pregiudizi un cavolo. Non è che li guardo per strada e penso: "che stronzi". Questa è tutta gente che conosco fin troppo bene, gente con cui sono cresciuto, con cui ho fatto a pugni da piccolo, e a cui ora mi ritrovo a insegnare, inutilmente, la differenza fra mitosi e meiosi. Pregiudizi un cavolo. Postgiudizi, semmai.


(Rock 'n' roll.)

4 commenti:

  1. No razzista no, classista men che meno, snob sì forse, ma sopattutto CULTURista (nel seno di diverse sfaccettature di cultura...... no non quella moderna di mammuccari)

    boh ma dopotutto "che ne so io amico io sto cercando di darti una mano ma non so nenache di cosa stai parlando"
    (più o meno quel che dice Mago a Travis in Taxi driver quando cerca consiglio)

    ;-)

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  2. mi sa che mi sono dimenticato la differenza tra mitosi e meiosi.

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  3. Esatto Rick, non lo so nemmeno io di cosa sto parlando.

    Ang, le parole-chiave "aploide" e "diploide" ti dicono nulla?


    R4

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  4. No fa minimamente una piega. E' il motivo per cui anche io, tutto sommato, nonostante lo critichi pedissequamente ogni giorno, mi tengo stretto la mia attività "intellettuale" a scapito di qualsiasi altra fisica, manuale o semplicemente "da tutti".
    Benvenuto nel club, amico mio.
    [Ste]

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