Du mußt Caligari werden

domenica, febbraio 10, 2008

Ovunque

C'è chi controlla lo strato di polvere depositato sui mobili, e chi corre a prendere nota del tipo di illuminazione usato in cucina. Qualcuno giudica i pomelli delle porte, mentre i più feticisti vanno a dare un'occhiata nel cestino dei rifiuti.
Io, la prima cosa che faccio quando entro in una casa per la prima volta, è vedere se da qualche parte ci sono dei libri ancora chiusi nel cellophane.
Ieri ne ho trovato un paio, da un tizio, e mi è venuta su l'espressione del viso che vuol dire: "beccato!" Era casa di un ragazzo che poi mi ha detto di non leggere mai un libro perché semplicemente non ne ha il tempo.
"Tu quando leggi?" mi ha detto.
"Vediamo", gli ho risposto, "la mattina appena sveglio prima di alzarmi dal letto, a tavola mentre faccio colazione, al lavoro nei momenti morti, di nuovo a tavola durante il pranzo, poi sul divano e subito dopo sul cesso, di pomeriggio sempre al lavoro fra una cosa e l'altra, quindi la sera per cena e infine a letto prima di dormire. E naturalmente nelle pause forzate, tipo in fila alla posta, in qualsiasi sala d'attesa eccetera".
Lui è rimasto per qualche secondo a guardarmi inespressivo. Poi, l'illuminazione. "Eh già" ha detto, "ma perché tu non hai il televisore".

La portiera si è aperta alle 22:44

11 Comments:

Anonymous lud_wing said...

Prova a dirgli di mettere il libro tra se stesso e la televisione.

11 febbraio, 2008 02:03  
Anonymous stark said...

Non so se sia un metro di valutazione così attendibile. A casa mia al momento troveresti due o tre libri ancora incellofanati: si tratta semplicemente di volumi appena acquistati e che ho messo "in coda", visto che al momento ho un numero di letture in corso già cospicuo, per cui voglio risparmiare ai nuovi arrivati un po' di polvere. E' un atto d'amore, per me.

(comunque non mi capita così spesso di comprare libri con l'involucro plasticoso, in genere non c'è. Dal punto di vista "igienico" non mi dispiace, ma in fondo non è superfluo (e antiecologico)? Specie se non ce n'è nemmeno una copia libera e non lo puoi sfogliare)

Per finire: io ogni tanto entro in case dove non c'è un libro, né incellofanato né niente, e son quelle le cose che mi fan paura.

11 febbraio, 2008 11:27  
Blogger Eskimo said...

Conversazione con la parrucchiera, pochi giorni fa. Lei mi chiede che lavoro faccio.
- Lavoro in uno studio editoriale.
- E che è?
- Facciamo libri.
- Ah. Quindi tu sei una che *legge molti libri*?
- Be', non quanti vorrei, ma abbastanza. Tu non leggi, invece?
- Eh no, ma va', non ho tempo! Pensa che *a malapena* trovo il tempo di andare dall'estetista!

(Se le avessi risposto quello che ho pensato, ovvero, "E pensa che io dall'estetista non ci sono mai andata in vita mia: sarà per quello che trovo il tempo di leggere?", credo che le sarebbe implosa la testa dall'incredulità).

11 febbraio, 2008 11:39  
Anonymous rick_deckard said...

quelli che dicono di non leggere perchè non hanno tempo poi vai a trovarli a casa e sono cablati alla playstation.....

mi è successo sabato.....

P.S. se nel precedente commento ho usato involontariamente qualche figura retorica ti pregherei di farmelo notare, se è solo sgrammaticato stendi un velo pietoso

;-)

11 febbraio, 2008 12:40  
Anonymous Anonimo said...

il mondo è bello perchè è vario!io leggo la sera,ad esempio,ma non mi sento di giudicare chi sostiene di non aver tempo..ognuno nella vita si sceglie le priorità che vuole,dalla playstation all'estetista!

PS:Stè per quanto riguarda Il Bandini,di cui ti ho"detto"post fà,il film è tratto da un romanzo di Jhon Fante..quindi,Arturo,è anche da leggere!

....X

11 febbraio, 2008 13:03  
Anonymous rick_deckard said...

Fante è tutto da leggere!!!

11 febbraio, 2008 15:50  
Blogger Eskimo said...

>ma non mi sento di giudicare chi sostiene di non aver tempo..

Ma infatti, era lei (Noemi la parrucchiera) che avrebbe giudicato me, e pesantemente, se le avessi detto che non frequento abitualmente l'estetista.
Mi sono dimenticata di aggiungere che la conversazione è proseguita con lei che diceva, appunto, che il mondo è bello perché è vario: c'è chi è felice di stare tutto il giorno in un ufficio a fare dei libri (io), lei invece si annoierebbe a morte in ufficio, perché ha bisogno di fare un lavoro creativo come il suo.
(Beata innocenza!, io non mi sarei mai permessa di dirle una cosa del genere.)

11 febbraio, 2008 17:34  
Anonymous p.s.v. said...

il dramma

11 febbraio, 2008 19:05  
Anonymous rick_deckard said...

> io non mi sarei mai permessa di dirle una cosa del genere

ma infatti è lei che fa la parrucchiera....

con tutti i distinguo del caso, i se, i ma e i "ma anche" veltroniani

12 febbraio, 2008 15:12  
Anonymous Anonimo said...

Mi dispiace, ma un libro incellophanato secondo me è sempre una specie di ossimoro da evitare.
Io, anche se so che li leggerò dopo molto tempo, li tiro subito fuori dalla plastica.
Li lascio respirare, li lascio.

Ma ognuno ecc. ecc.

R4

14 febbraio, 2008 19:46  
Anonymous ang said...

mah... boh... in effetti, mi verrebbe da dire, facendo un po' di autocritica, che se penso a tutto il tempo che ho perso perché credevo che certi libri fossero "importanti", che leggere certe fregnacce servisse davvero a qualcosa, mi viene voglia di innestarmi una playstation direttamente nel cervello, uso matrix.
poi penso che per fortuna qualche libro interessante l'ho letto, e si va avanti.

17 febbraio, 2008 17:56  

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