mercoledì 6 febbraio 2008

Sub-manicure?

Sul numero in edicola di "Internazionale", a pagina 37 Laura Castellanos, a un certo punto del suo articolo, descrive così le mani del subcomandante Marcos: "sono mani curate per un uomo che non ha una dimora fissa e deve spostare spesso il suo accampamento per ragioni di sicurezza". Ma subito dopo, a pagina 39, John Berger scrive: "Marcos ha mani grandi e dita insolitamente lunghe. La pelle è sciupata e un po' callosa, come quella delle mani di un contadino".
Come staranno le cose in realtà? Hanno ragione entrambi? Nel senso che quelle che per Castellanos sono mani curate, per Berger sono mani da contadino? Esiste più di un subcomandante Marcos? Uno guardava la mano destra e l'altra la sinistra? Ma soprattutto: sono interrogativi importanti, questi che sto ponendo? O dovrei tornare al lavoro, e fare pagare alla donna (tedesca? svizzera?) in piedi davanti a me la guida Lonely Planet della Sicilia che reca in mano da almeno cinque minuti?

3 commenti:

  1. Relatività: c'è chi le considera curate (perché per essere uno che sposta casa ogni secondo...) e chi non considera il contesto e le trova distrutte.

    Ma in fondo con due descrizioni e due punti di vista così diversi, io, quelle mani, riesco a immaginarmele.

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  2. credo che non ci dormirò sù questa notte, tanta e tale è l'inquietudine dell'interrogativo
    "mano-curata?" o "mano-cavernicola?"...

    v
    (mi si scusi l'irriverenza)

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  3. Lo so, sono dubbi amletici...

    R4

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