domenica 24 febbraio 2008

Vestigia

Ieri stavo leggendo un articolo che parlava di come si stia gradualmente passando dal World Wide Web al World Wide Computer, quando ho sentito il bisogno di abbassare la rivista e pensare a qualcosa di totalmente diverso. Mi capita piuttosto spesso. Certe volte, per esempio, mentre sto guardando un film, metto in pausa il lettore, fisso un angolo del soffitto, e svolgo per intero un pensiero che il film non mi lasciava svolgere in pace.

Ieri ho smesso di leggere perché ho pensato che qualcosa non mi quadrava. Io sono cresciuto reputando i confini nazionali, e il concetto stesso di nazione, delle entità vestigiali destinate a sicura e imminente estinzione. Un po' come l'appendice dell'apparato digerente umano, l'analfabetismo, le tastiere dei computer, le lampadine a incandescenza, i motori a scoppio, l'omofobia, il calendario gregoriano, le parolacce sessiste, l'energia idroelettrica, il culto dei morti, i materassi a molle, l'importanza del PIL nella qualità della vita della gente eccetera eccetera.

E invece mi sono reso conto che da quando sono nato a oggi, nelle carte geografiche sono comparse un sacco di nuove nazioni. Ho provato a contarle, ma arrivato a quindici mi sono fermato. Era troppo deprimente. L'unica speranza, ho pensato, è che il processo continui, e che si arrivi a così tanti confini che sarà come se non ne esistesse nessuno. Ma chissà quanto tempo ci vorrà. Secoli. Forse millenni. E per allora sarò io a essere estinto. Che è meglio, forse.

A quel punto ho sollevato la rivista e ho ricominciato a leggere. Bello l'articolo sul World Wide Computer.

7 commenti:

  1. l'ultimo riferimento credo sia quel narco-stato che è il Kosovo indipendente

    markovic

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  2. e hai detto niente........

    ciao

    rick_deckard

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  3. Ciao Stefano, ti ho inviato una mail...

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  4. io lo vedo a scuola dei miei figli. ieri ho chiesto ad una mamma se la sua famiglia è croata. mai lo avessi fatto. SERBI. per me era finita lì. poi mi si avvicina ancora e mi chiede da che parte sto. Intuisco la domanda, ma non mi va di rispondere. Anche se il kossovo si, è un'altra piccola nazione che non mi dice nulla. non ci credo al kossovo

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  5. le dichiarazioni unilaterali di indipendenza fino al 1 febbraio erano illegali, per il diritto internazionale (almeno europeo)

    poi sono arrivati gli yankees e, come si dice, loro esportano democrazia... loro sì che son bravi

    markovic

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  6. torno sull'argomento in modo più dettagliato.

    L'autodichiarazione di indipendenza del Kosovo con l'immediata accondiscendenza USA mi sembra solo l'ultima mossa del giocatore yankee sullo scacchiere europeo, non credo che l'appartenenza a repubblicani o democratici possa cambiare qualcosa, siamo l'ultimo tratto dell'intestino del loro impero.

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  7. Gli Yankee avevano tutto l'interesse. In Kosovo non hanno una base militare. Hanno una vera e propria città. E in quella zona, è un po' come avere DUE cavalli al centro di una scacchiera...
    Comunque ho appena scritto qualcosa qui sopra.

    R4

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