domenica 23 marzo 2008

Ammerikani

Chissà perché strillano di continuo. Proprio non riescono a tenere basso il volume della voce. E poi entrano e si muovono come se fossero i padroni dell'universo. Non salutano. Si siedono al computer senza neanche chiedere il permesso. Sono come bambini: credono che tutto gli sia dovuto. E sembrano restarci male quando scoprono che non è vero.

Ma c'è da stupirsi? A migliaia di chilometri da casa entrano in un posto dove la maggior parte dei libri venduti sono di autori americani, il commesso indossa un paio di scarpe e chissà cos'altro di marca americana, i computer funzionano grazie a un sistema operativo americano, e la canzone diffusa dagli altoparlanti è di una band, indovinate un po', americana.

Voglio dire, secondo me già è assai se pagano quello che comprano.


(Rock 'n' roll.)

Per ora ho deciso di disabilitare i commenti. Avendo internet a sprazzi, ogni volta mi sembrava di entrare in una stanza piena di gente, fare un discorso ad alta voce, e subito dopo andarmene sbattendo la porta. Che non è carino.