domenica 9 marzo 2008

Solitudine

Dan Liebert io me lo immagino un tizio sui quaranta, composto, taciturno, quasi timido. Uno che all'improvviso, magari durante una cena, se ne esce con una battuta pronunciata sotto voce che fa scompisciare dalle risate gli amici. E mentre tutti si ribaltano sulle sedie, lui, impassibile, si pulisce la bocca con il tovagliolo e beve un altro sorso di vino rosso.

Questo è uno dei suoi ultimi "verbal cartoon" comparsi su McSweeney's.


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S O L I T U D I N E.

Solitudine. Un aeroporto alle tre del mattino. Da qualche parte, il suono di un aspirapolvere. Una vecchia valigia usurata gira tutta la notte, non reclamata, sul nastro trasportatore. La mia vita è come quella valigia. No, perfino peggio... La mia vita è come un tubetto vuoto di Anusol dentro quella valigia. In realtà mi sto sopravvalutando -- la mia vita non è come tutto il tubetto di Anusol, ma solo la parte che va a finire nel retto.

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