domenica 12 aprile 2009

They moved my bowl

Non starò qui a lamentarmi del fatto che il giorno di Pasqua sono al lavoro a smerciare libri, anche perché se ci penso è peggio. Quindi mi distrarrò e vi distrarrò dicendo due cose.
La prima, è che dopo avere sfogliato e risfogliato i numeri del "New Yorker" che mi hanno regalato qualche giorno fa, sono finalmente in grado di eleggere la migliore vignetta che c'ho trovato dentro. La vincitrice è quella che vede un cane sdraiato su un lettino, con un cane-psicologo di lato che prende appunti. E il primo dice, fissando il soffitto: "mi hanno spostato la ciotola."
La seconda è che ieri, ricordando con un amico i giorni trascorsi insieme a Rotterdam nel 2007, mi sono reso conto che i ricordi più limpidi che ho di quel soggiorno sono legati al parco dell'Eurmast, dove andavo spesso a leggere un libro, seduto su una panchina o sdraiato sul prato. E dove, immancabilmente, dei signori di mezza età in giacca e cravatta, quasi sempre coi baffi, si avvicinavano, e mi chiedevano con un candore infantile se ero così cordiale da lasciarmelo succhiare da loro.

Rock 'n' roll.

3 commenti:

  1. baffi, giacca e cravatta
    ahahahahah!!

    markovic

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  2. Squallida io! le zozzerie mi fanno ridere, tant'è che ho riso a ganasce aperte. Evidentemente ti sei trovato in un luogo dove solo soliti fare sto tipo di avances(l'equivalente di Marina di Melilli by night per noi siracusani). Ti avranno scambiato per un ragazzetto della serie "n'do coglio coglio" e che se la tira pure. Avresti potuto regalargli questa gioia, egoista!

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  3. No, mi scambiavano per uno del mestiere. Mentre chiedevano, con una mano cercavano il portafogli nella tasca interna della giacca.

    R4

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