giovedì 25 giugno 2009

2° DI4RIO - 17/21

Stanotte verso le quattro mi sono alzato e sono corso in bagno a vomitare, forse per colpa di qualche schifezza che avevo mangiato durante l’aperitivo, non c’è niente da fare, queste usanze milanesi non fanno per me. Di mattina non mi sono mosso da casa, avevo ancora lo stomaco in subbuglio e in più mi era tornato un gran mal di testa. Non ho nemmeno fatto colazione, tipo, ho digiunato anche a pranzo, perfetto, ho pensato, già mi dànno dell’anoressico quando mangio cinque volte al giorno, figuriamoci ora, dopo tutto questo digiuno. Di pomeriggio ho pensato che magari se andavo al mare poi mi sentivo meglio, invece è stata una pessima idea, tutta quella luce mi ha dato più fastidio di un cazzotto in faccia, dopo mezz’ora sono andato in un bar a bere un caffè. Ho scambiato due chiacchiere col barista, un signore simpatico, mi ha detto che anni fa lavorava nello stesso ospedale emiliano dove era ricoverato Pier Vittorio Tondelli poco prima di morire, io gli ho chiesto se lo avesse mai visto scrivere, sapevo che in ospedale Tondelli ha scritto Biglietti per gli amici, ma lui ha detto di no, si ricordava la sua famiglia però, una famiglia per bene, ha detto il barista. Tornato a casa stavo ancora peggio, ho cominciato a vedere un film che mi ha prestato un amico, il Braccio di ferro di Robert Altman, ma Robin Williams con la pipa in bocca e gli avambracci gonfi era troppo inquietante, per la paura ho spento quasi subito. Ho telefonato a una mia amica, l’avevo invitata a cena ma le ho detto che mi sentivo poco bene e quindi rimandavo, probabilmente penserà che era una scusa, ma non posso farci niente. A cena mi sono fatto un piatto di riso in bianco condito con un filo d’olio, avrei preferito del brodo di pollo, ma il problema di vivere soli è che non c’è nessuno, quando stai male, che ti prepara il brodo di pollo, adesso comunque mi sento meglio. Che poi quando sto male sono anche un po’ contento, perché posso dire a me stesso dài, che domani si comincia da capo, secondo me è importante ogni tanto avere l’impressione di ricominciare da capo, domani mattina, per esempio, so già che quando mi sveglierò mi sembrerà di essere un altro, non per forza migliore, solo un altro.