venerdì 26 giugno 2009

2° DI4RIO - 18/21

Come previsto, stamattina stavo benissimo, sono saltato giù dal letto, sono corso a fare colazione con abbondante pane e nutella. Ho acceso la radio, davano Pretty vacant, meglio di così si muore. Dovevo fare un po’ di cose, tra cui scrivere il pezzo per Fernandel, allora di mattina sono rimasto a casa, ho scritto, ho mandato, poi ho messo il costume e sono uscito. Prima di andare al mare mi sono fermato in un posto a prendere un pezzo di pizza, mi sono seduto all’ombra, in piazza Archimede, e me lo sono mangiato. Mi sono chiesto forse per la millesima volta in vita mia perché al centro di piazza Archimede non ci sia una statua di Archimede, invece che la fontana con la dea della caccia in cima, ma a quel punto avevo finito la pizza e sono andato al mare. Lo scoglio era ricoperto di ragazze americane, alcune carine, alcune bruttine, alcune né l’una né l’altra, tutte comunque sembravano uscite da uno di quegli idioti reality show di MTV, mi sono messo le cuffie e ho ascoltato mi sembra qualcosa dei NOFX. Dopo un po’ è venuta una mia amica, abbiamo fatto quattro chiacchiere, un bagno, parlato del fatto che secondo me lo zucchero raffinato fa malissimo, fa più danni dell’eroina e dell’alcol messi insieme, secondo lei stavo un po’ esagerando, e pensandoci adesso forse aveva ragione, ma al momento sembrava avere un senso, quello che ho detto. Abbiamo cenato insieme, siccome venivo da un giorno di digiuno io ho mangiato anche la bellezza di due uova soda, poi siamo andati a uno spettacolo teatrale, dopo il quale proiettavano l’Arte del sogno di Gondry, un film che quindi posso dire di avere visto quattro volte, ognuna con una ragazza diversa. Questa cosa la pensavo proprio durante il film, tanto lo conoscevo praticamente a memoria, e in più l’hanno proiettato doppiato, non c’è paragone con la volta che l’ho visto in lingua originale, in Olanda, che forse proprio per questo è la volta che preferisco, o forse dipende dal fatto che stasera tutti sembravano ridere solo nei punti sbagliati, una cosa questa che rovinerebbe qualunque film.