domenica 28 giugno 2009

2° DI4RIO - 20/21

Oggi mi sono alzato con qualche sforzo, ho acceso la radio ma davano Vasco Rossi, ho spento immediatamente, e ho fatto colazione con una tazza di caffè e una fetta di torta di mele che mi ha dato una mia amica. Di mattina in libreria è andato tutto liscio, a parte un nonno e una nonna che dovevano comprare un libro per il nipotino e mi hanno fatto vedere i sorci verdi, e tutto, ho pensato, per un poppante fermo alla fase anale che probabilmente non distingue un libro da un rotolo di carta igienica. Dopo pranzo ho fatto una doccia fredda dolorosissima, il fatto è che lo spruzzatore è mezzo otturato dal calcare, l’acqua esce solo da due, tre fori con una tale pressione che ci potrei tagliare i diamanti. Di pomeriggio in libreria ero un po’ inquieto, forse a causa della doccia, non lo so, non credo, comunque era uno di quei pomeriggi in cui mi viene voglia di chiudere la libreria e buttare la chiave nel primo tombino utile. E’ venuta una ragazza scozzese, mi fa “int-nah? int-nah?”, voleva dire internet, ovvero Facebook, non sia mai che mentre sei in vacanza ti lasci sfuggire uno di quegli stupidissimi test. Avevo bisogno di aria, mi sono affacciato sulla soglia del negozio, in quel momento è passata una signora sui sessant’anni in vespa, con la borsetta appesa alla manopola delle marce, è stata la cosa più bella che abbia visto da mesi a questa parte, mi ha fatto sentire meglio. Poi è venuta una mia amica, mi ha detto che alla fine de Il sistema periodico, di Primo Levi, edizione Einaudi ET, c’è un’intervista di Philip Roth a Primo Levi apparsa negli anni ottanta sulla Stampa. Ho controllato se avevamo il libro--ce l’avevamo--mi sono letto l’intervista mentre il pomeriggio passava tranquillo. Poi è venuta una vecchietta, aveva la faccia come i polpastrelli delle dita quando si sta troppo a mollo all’acqua, cercava un libro di poesie che però non avevamo, mi ha chiesto se ero sicuro, ho riprovato, niente, mi ha fissato delusissima e se n'è andata, quell’occhiata è stata più deprimente di mille sveglie con Vasco Rossi ad aspettarti nella radio.