lunedì 15 giugno 2009

2° DI4RIO - 7/21

Stamattina potevo dormire quanto mi pareva, ma è una parola quando la signorina della stazione continua a urlare tutte le fermate del treno per Milano, in vetreria affettano alluminio, e quelli del piano di sopra è come se stessero piantando un chiodo sul pavimento. Poco prima delle nove mi sono arreso, ho messo il costume e sono scappato al mare. Per strada in bici ho incrociato il bidello della scuola dove insegnavo, mi ha mostrato il pollice e ha urlato “sei il migliore!”, gli ho sorriso, ma subito dopo ho pensato che non c’è niente di più triste che si possa dire a una persona, a momenti mi ha rovinato la giornata. Per fortuna oggi era il giorno perfetto per starsene al mare, c’era la giusta temperatura, la giusta umidità, il giusto vento, ho fatto un sacco di bagni e preso un sacco di sole. Ormai sono arrivato a quel momento magico quando il sole smette di picchiare, e invece sembra baciarti la pelle, fa lo stesso effetto di una coperta in pieno inverno. Vicino a me c’era un ragazzo con un tatuaggio dell’uomo tigre sul deltoide. Più in là un signore parlava con la moglie, “i valori!” diceva ogni tot parole, “i valori!” avrà detto trenta volte in cinque minuti. Dopo ho messo le cuffie, ho ascoltato un disco intero dei Bad Religion. Verso l’una sono arrivate due donne sulla quarantina, tipo inglesi, una è andata a fare il bagno, quando è tornata ha detto all’altra, “gorgeus.” L’amica allora si è spogliata pure lei, ha fatto il bagno, al ritorno ha detto alla prima, “marvellous.” Di pomeriggio ho provato a capire che cosa sta succedendo in Iran. Poi sono andato alla ricerca di una bicicletta da un robivecchi che però non ne aveva. Di sera ero tutto eccitato per la rassegna di cinema brasiliano, peccato che il film di oggi non era granché. Si vedeva male, la regia non era il massimo, a un certo punto c’era pure Caetano Veloso che faceva il piacione. Più o meno a metà io e la mia amica ci siamo guardati, eravamo indecisi se andarcene o meno. Ce ne siamo andati.