martedì 16 giugno 2009

2° DI4RIO - 8/21

Oggi mi sono svegliato convinto che fosse mezzogiorno, ho acceso il telefono, non erano neanche le nove. E’ stato come ritrovarsi con tre ore di vita in più. Ho fatto colazione con un muffin e una tazza di caffè, e intanto pensavo a quello che potevo fare. Fuori c’era un tempo stupendo ma non volevo andare al mare, ho pensato “oggi me ne sto a casa”, solo che poi fuori il tempo è migliorato sempre di più, è finita che alle dieci e mezza ero sullo stesso scoglio di sempre. Ho letto Internazionale, c’era un bell’articolo su Schwarzenegger. Poi ho notato che stamattina, che strano, a mare sembravano esserci solo vecchi. C’erano vecchi siciliani, riconoscibili perché sono quelli che leggono Gente, Oggi, roba così; vecchi stranieri, che leggono libri oppure le guide Lonely planet della Sicilia; e vecchi italiani nel senso di settentrionali--lombardi, veneti ecc.--che invece stanno sempre al telefono. Ci stanno le ore, è come se i loro telefonini avessero batterie atomiche che non finiscono mai, e cominciano le telefonate sempre allo stesso modo, “ciao, indovina dove sono in questo preciso momento?”, seguito da quarantacinque minuti di cazzi loro. Poi siccome laggiù i telefoni prendono e non prendono, viene sempre il momento in cui si mettono a sbraitare cose tipo “mi senti?...mi senti?...pronto?...adesso mi senti?”, e questo di solito vuol dire che è arrivata l'ora di mettersi gli auricolari, e così ho fatto, ho premuto play, c’erano i Manges. Nel primo pomeriggio c’avevo da fare delle cose amministrative, tipo pagare i rifiuti solidi urbani, solo che poi ho cominciato a rinviare il momento di andarmene, allo scoglio veniva sempre qualcuno che conoscevo, è finita che senza che me ne accorgessi si sono fatte le sei, mi sa che i rifiuti solidi urbani li pago domani. Mentre tornavo a casa ho raccontato a un ragazzo che ero stato al mare quasi otto ore, lui mi ha detto “dovresti farti pagare”, e sghignazzando si è allontanato, mi ha fatto sentire un incosciente.