mercoledì 13 gennaio 2010

I libri di Palahniuk

L'altro giorno stavo cambiando i prezzi di tutti i tascabili di Palahniuk--che tra parentesi sono aumentati di cinquanta centesimi dal primo gennaio duemiladieci, circolare n.1/2010 della Arnoldo Mondadori Editore S.p.a., Servizi per la distribuzione--e ho pensato che è un peccato che i libri di Palahniuk non mi piacciano. Voglio dire, quelli che comprano i libri di Palahniuk sembrano simpatici e tutto, forse si prendono un tantino troppo sul serio ma a parte questo sono dei tipi a posto, qualche volta potrei anche uscirci insieme per una birra, ammesso che trovassero il tempo fra sedute in palestra, visioni di film porno e cene da McDonald's. Credo che ci divertiremmo un mondo, anche se sono quasi sicuro che prima o poi qualcuno di loro se ne uscirebbe con la battuta sulla prima regola del Fight Club, o io direi che forse non è un caso se l'unica libreria dichiaratamente fascista in cui sia mai entrato aveva in bella vista i libri di Ezra Pound e quelli di Palahniuk, rovinando tutto. Poi ho pensato che magari i libri di Palahniuk non sono così male, e mentre li cambiavo di prezzo gli ho anche dato un'occhiata, ma non c'è stato verso. Non ce l'ho fatta. Chissà, saranno state le frasi in copertina tipo "Palahniuk è il genio. Del male.", o "Ninna nanna farà sembrare Fight Club una specie di Piccole Donne", a farmi perdere interesse, ma non è detto.

4 commenti:

  1. Stessa cosa io, stavo comprando un suo libro, poi mi son ricordato che una volta avevi parlato di un altro libro.
    Kafka sulla spiaggia e allora ho preso quello.

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  2. se anche il librai leggono i risvolti di copertina, siamo veramente prossimi alla frutta.
    Palahniuk è piuttosto bravo - IMHO - Soffocare, Rabbia ed anche l'ultimo, Pigmeo, valgono decisamente il costo del libro.
    Che poi, secondo me, P. è un ottimo tenerone.

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  3. Pigmeo è piaciuto anche a me, ma per il resto..

    R4

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  4. Io trovo Palahniuk uno scrittore interessantissimo, che mi ha molto fatto crescere. Di sicuro ha fatto delle produzioni poco interessanti, piacevoli da leggere, ma commercialotte, tipo Gang Bang, ma anche testi narrativamente particolari, come Rabbia.
    Detto questo, ha sicuramente creato attorno a sè questo stereotipo sociale di quello delle sedute di gruppo, dell'Ikea, ecc.., così come è sicuro che piace tanto agli ambienti neo-fascisti, ma questo mi crea pochi problemi. Cioè, meglio lui di uno schieratissimo Scurati, per come la vedo. Sulle quarte di copertina condivido in pieno, anche a me fanno ridere un sacco.

    Bel pezzo, comunque, mi è piaciuto.

    Ale

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