sabato 13 febbraio 2010

Doppiaggio visuale

L'altro giorno ho sognato che vivevamo in un mondo stranissimo dove i film non venivano doppiati, ma restavano in lingua originale sottotitolata. A essere doppiate erano le immagini. Ogni paese che voleva proiettare un determinato film poteva acquistarne solo il sonoro: le immagini doveva girarsele da solo. In pratica ognuno doveva farsi il proprio remake, con attori, registi, scenografie e costumi locali. Tutto questo veniva fatto per non confondere gli spettatori che altrimenti si sarebbero sentiti a disagio, vedendo una storia ambientata in luoghi sconosciuti da attori stranieri. Il sonoro originale, invece, serviva a dare quel tocco di esotismo che non guastava. Poi succedeva che alcune persone cominciavano a volere vedere i film originali. Dicevano che non aveva senso vedere un film di Martin Scorsese "rigirato" da Michele Placido a Taranto con protagonista Riccardo Scamarcio (doppiato però da Leonardo Di Caprio). Organizzavano raccolte di firme e petizioni perché i film restassero gli stessi del paese di produzione, e disertavano le sale. Non avevano niente contro Placido. Ma Scorsese era un'altra cosa. Un sacco di altre persone però non era d'accordo, e incolpava quegli altri di essere solo un pugno di snob. Perché dovevano vedere in Italia un film ambientato a New York o a Tokyo? Se proprio ci tenevano, potevano sempre affittare il DVD e vederselo a casa propria, no? Loro i film volevano goderseli in santa pace, dicevano. Non potevano mica pagare il biglietto per passare due ore a guardare un film incomprensibile. Senza contare che i "rifacitori" italiani erano i migliori del mondo. Alcuni, forse, erano ancora più bravi dei registi originali. Che lavoro avrebbero fatto tutti questi professionisti se il doppiaggio delle immagini fosse stato abolito? Quindi alla fine non se ne faceva niente. I film restavano doppiati e amen. Con buona pace di Placido.

2 commenti: