giovedì 11 marzo 2010

7 copertine

In libreria sono arrivati i libri in inglese. Ce n'erano tre di McCarthy, pubblicati da Picador, che secondo me hanno delle copertine stupende. Eccole:


Viene continuamente voglia di accarezzarle, anche perché tutti i caratteri sono o in rilievo o incassati, compresi quelli dei blurb. A proposito, che io mi ricordi non avevo mai visto dei blurb così grandi. Nel caso di The road e The crossing si arriva addirittura al 50% della copertina, una specie di punto di non-ritorno dell'editoria mondiale.


La mia copertina preferita però resta quella di Molto forte, incredibilmente vicino, di Safran Foer, anche se non saprei spiegare bene il motivo. Forse perché il libro mi piace molto, o forse perché è uno dei pochi casi in cui i caratteri sono disegnati a mano.


C'erano anche alcuni libri di autori italiani. A parte quelli di Camilleri--devo ammettere che Picador ha fatto un buon lavoro anche con lui (di nuovo, notare le lettere disegnate a mano)


(peccato solo per il blurb di Donna Leon...)--a parte Camilleri, dicevo, gli altri hanno tutti delle copertine che dire ordinarie è poco. Vedi quelle dei libri della Mazzantini:


E di Baricco:


A proposito del libro di Baricco: l'altro giorno una ragazza ha preso Ocean sea dallo scaffale, e con gli occhi che le brillavano ha detto all'amica: "che mito Baricco, sa scrivere anche in inglese."

6 commenti:

  1. belle! in generale le copertine americane (o inglesi, non so distinguere) sono sempre superfiche anche perché le case editrici non hanno dei format fissi come le nostre, almeno così ho ipotizzato. però, e c'è un però, da un po' di tempo ho quasi una simpatia per le nostre copertine scarne tipo quelle dell'adelphi o della quodlibet o dell'einaudi (e odio quelli che vogliono fare la copertina fica all'americana senza avere il coraggio di andare fino a fondo, tipo mondadori). nel senso che per qualche ragione che non ho ancora approfondito tutta questa superficaggine in copertina mi insospettisce, per esempio la copertina di pelo dell'ultimo di dave eggers, o quella della super raccolta di storie d'avventura di mcsweeney's, sono strafichissime ma poi dentro di sostanza ce n'è poca (almeno nella super raccolta, nel pelo non lo so, ma ipotizzo, visto che non mi piace proprio l'eggers e ho soprannominato il film Nel paese dei nirvana pelosi).
    basta ora la smetto, diamine quando si parla delle copertine impazzisco, starei ore a parlare delle copertine, e spesso il mio giudizio verso un libro è tutto contenuto lì, nella copertina.

    RispondiElimina
  2. Anch'io ammiro un sacco l'Adelphi! Che continua con la sua grafica spartana, anche se ormai i grafici potrebbero fare di tutto, e tutti dicono di comprare i libri "per la copertina". Poi ci sono i Newton "giganti", mi sembra si chiamino, che con i classici stanno facendo dei lavori bellissimi.

    R4

    RispondiElimina
  3. ah non li conoscevo ma sono corso a guardarli, belli, sì.

    RispondiElimina
  4. Scusa, volevo dire "I Mammut"!

    http://www.newtoncompton.com/index.php?lnk=502&id_n=46GTM


    R4

    RispondiElimina
  5. ah i mammut!
    io non trovando i giganti avevo pensato che parlassi dei grandi tascabili economici con la loro impostazione pulita... ahahah!
    comunque anche i mammut non male.
    bisognerebbe fare un libro sulle copertine dei libri, credo che avrebbe un ampio riscontro editoriale.

    RispondiElimina
  6. Forse le copertine dei mammut sono un po' furbe (secondo me vogliono attirare i giovani o cose del genere) però belle sono belle. Il ritratto di Nietzche mi fa morire..

    R4

    RispondiElimina