venerdì 5 marzo 2010

L'entusiasmante mistero del "Piego di libri"

Non conosco il motivo, ma è vero: spedire un libro in Italia costa 1,28 euro. Basta scrivere sul plico "Piego di libro" ed è fatta. Detta così sembra facile. In realtà bisogna avere la fortuna di capitare con un impiegato/a preparato, ovvero qualcuno che legga le circolari mandate dalle Poste di Roma. Io sono stato fortunato a metà.

PRIMO UFFICIO POSTALE
Sono andato prima all'ufficio centrale, dove pensavo fossero più preparati. Povero illuso.
Allo sportello per la spedizione dei pacchi ci sono due impiegati. Uno sta lavorando. L'altro, leggermente più anziano, sembra controllare il primo. Perfetto, penso. Lui sarà preparatissimo. Mi avvicino.
"Salve, vorrei spedire questo plico. Dentro c'è un libro. So che esiste una tariffa particolarmente vantaggiosa per i libri. Le risulta?"
"Vuoi dire il piego di libri?"
"Sì, esatto!"
"Ma quello è riservato alle case editrici o alle librerie. Hai una casa editrice, tu? Hai una libreria?" Lo dice come se dal mio aspetto dia per scontato che non ho né l'una né l'altra.
Per un istante sono tentato di sfruttare il mio status di commesso libraio e mandare il plico a nome della libreria. Ma no, non posso. Sarebbe una sconfitta.
"A me veramente risulta che da qualche tempo quella tariffa è stata estesa anche ai privati."
Lui soffia via dal naso una risata.
"Ma quando mai," dice, e torna a osservare l'altro impiegato.
Mi sto per mettere in fila, rassegnato a pagare tariffa piena (quasi 4 euro in più), quando decido di fare un tentativo anche all'altro ufficio postale, distante dieci minuti di cammino. Perché no? Fuori c'è il sole, e non ho niente da perdere.

SECONDO UFFICIO POSTALE
All'impiegata allo sportello ripeto la solfa del libro e della tariffa vantaggiosa. Lei aggrotta le sopracciglia e dice di non saperne niente. Andiamo bene. In quel momento passa da lì quello che per abbigliamento e scioltezza di movimenti sembra il responsabile di tutto l'ufficio.
"Ti risulta una tariffa vantaggiosa per i libri?" gli chiede l'impiegata.
"Il piego di libri, no?" dice lui un po' a lei e un po' a me.
"Esatto," dico anche a loro. Poi aggiungo che però sono un privato, non un'azienda.
"Ah, allora no," dice lui, e se ne va.
Passa un'altra impiegata (lì dietro è tutto un viavai). E' più giovane e sembra anche più sveglia. Anzi, lo è.
"Guarda che il piego di libri l'hanno esteso anche ai privati," dice.
"Davvero?" dice la prima, anche se ormai non ha la più pallida idea di dove si trovi.
A quel punto succede una cosa miracolosa. L'impiegata giovane fa spostare l'altra, e si siede al suo posto. Le dò il plico, lei lo pesa, e digita qualcosa al computer. Subito dopo dalla stampante esce un francobollo adesivo. L'impiegata ignorante (in senso etimologico) lo prende e lo legge.
"Un euro e ventotto?" dice, come se la cosa la infastidisca.
L'altra porge la mano per prendere l'adesivo, ma quella non glielo vuole dare. Sposta lo sguardo da lei a me, e poi di nuovo da me a lei. Forse si sente truffata.
Alla fine l'impiegata giovane le strappa il francobollo di mano e l'appiccica al plico.
"Un euro e ventotto," mi dice dopo, con un lampo di complicità nello sguardo.

8 commenti:

  1. ...e in tutto questo dove sono gli stronzissimi schermi computer con le faccine, che il Brunettino aveva orgogliosamente sbandierato per valutare i servizi pubblici? No perché a certa gente bisognerebbe affibbiare una faccina come il culo. Anche perché vanificano il lavoro di impiegati validi e competenti come quella che hai descritto! Credi che la gente si ricordi di più di lei o degli impiegati arroganti che ti trattano con sufficienza?

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  2. Che poi, tecnicamente, per questo progetto non potremmo usufruire della tariffa piego di libri in quanto, come espressamente scritto, nel piego non si possono allegare ai libri biglietti di (e cito) "carattere di corrispondenza personale e/o manoscritta", quale invece il foglio velina penso sarebbe.
    Giusto per mettere i puntini sulle i.

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  3. Confido: a) nel fatto che il foglio è incollato con lo scotch al libro, quindi forse non può considerarsi "allegato" (ma dubito); b) (e soprattutto) nella pigrizia degli impiegati, che oltre a vedere il libro non credo vogliano anche sfogliarlo, come è successo a me.

    R4

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  4. Io di solito metto un francobollo da lettera nel pacco e lo infilo nella cassetta delle lettere.
    Funziona.

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  5. ooi 7 maggio chiamando il 803160 mi hanno detto che non esiste più. sarà vero????

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  6. ahahahah gli impiegati delle poste... soliti cafoni! io utilizzo molto spesso piego libro perchè vendo libri su ebay :-) non mi hanno mai fatto storie x fortuna

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  7. per favore, ritorna in posta (fitta di misteri buffi) e poi raccontaci un'altra storia. Il tuo racconto è un vero spasso!! grazie

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