lunedì 8 marzo 2010

Senza darlo a vedere

Constatato che tutta la Guinness bevuta la sera prima non ha fatto danni rilevanti--la serata però è avvolta in una nebbiolina confusa; fra le poche cose che ricordo c'è una ragazza che, con in sottofondo Coffee and TV, mi ha detto: "questi sono i Blur, un gruppo inglese"--mi vesto e vado al lavoro. Fuori c'è un tempo da lupi e in tutta la mattina si vedono solo due clienti. Pranzo con una mia amica, poi prendiamo la sua macchina e partiamo sotto una pioggia incessante. Sappiamo entrambi che se continua a piovere così alla presentazione non verrà nessuno, e allora mettiamo le mani avanti. Diciamo che è bello avere una scusa per fare una gita a Ragusa e cose del genere.
Dopo chilometri di muretti a secco e carrubbi (ma, stranamente, neanche un fico d'India) arriviamo a Ragusa. Ci rendiamo conto che nessuno dei due sa dov'è la libreria, pensiamo di chiedere a qualcuno, ma piove ancora, non si vede un'anima viva. Fermiamo un uomo che ci dice: "oltrepassata quella piazza, girate a sinistra e poi a destra. Oltrepassata quella piazza, girate a sinistra e poi a destra." Proprio così, ripete due volte la stessa identica frase. Non riusciamo ancora a trovare la via della libreria, chiediamo a un'altra signora che da sotto il suo ombrello ci dice: "è una delle parallele a corso Italia, girate per via Roma e siete arrivati. E' una delle parallele a corso Italia, girate per via Roma e siete arrivati." Ripartiamo convinti che questa cosa di ripetere due volte le indicazioni deve essere un'usanza ragusana.
La libreria è nuova e bellissima e grande e...vuota. Fuori piove ancora a dirotto, e le ragazze che ci accolgono ci fanno capire che difficilmente verrà qualcuno. Io e la mia amica giriamo un po' per gli scaffali, poi ci sediamo attorno a un tavolo e beviamo una tazza di Earl grey con le ragazze, che sono proprio simpatiche. Gli dico che anch'io lavoro in una libreria e così ne approfittiamo per raccontarci a vicenda un po' di aneddoti divertenti. Provo a non darlo a vedere, ma in realtà sono contento che non venga nessuno. Mi sarebbe dispiaciuto di più se fossero venute tre persone. Anche perché in questo modo alle sette e qualcosa siamo liberi di andare a mangiare una pizza a Ibla, che è la bellissima parte antica di Ragusa. Mentre facciamo del nostro meglio per ripararci con l'ombrello, ci chiediamo com'è possibile che nel comune più a Sud d'Italia facciano solo quattro gradi, come ci informa un display elettronico.
La pizza è davvero buona, anche economica, peccato che l'unica uscita di sicurezza del locale sia ostruita da un tavolo da sei apparecchiato di tutto punto. La mia amica minaccia diverse volte di dire al cameriere di liberarla, ma con qualche sforzo riesco a dissuaderla. Piove ancora quando torniamo in macchina. Per uscire da Ragusa prendiamo una strada buia, con i rami degli alberi che si allungano sulla carreggiata, intanto per radio danno un pezzo di Prokofiev per pianoforte e violino, e piove ancora, sembra di essere dentro Nosferatu di Murnau. Poi prendiamo la statale e l'autostrada e tiriamo un sospiro di sollievo. Facciamo il resto della strada in silenzio. L'acqua, spinta dal vento, è come se cercasse di risalire il parabrezza, ma i tergicristalli la ricacciano continuamente giù, e mi piace questo suo riprovare ogni volta a risalire. Così come mi piacciono le gocce di pioggia che, illuminate dai fari, diventano delle linee di luce che ci vengono incontro. Se le fisso per qualche secondo, mi sembra di viaggiare nell'iperspazio.

4 commenti:

  1. Accidenti, Stefano!
    Anch'io, ieri sera, ho bevuto un paio di GUINNESS -- ma in Irlanda!
    (Non sto piu' in Italia, adesso.)

    Un saluto!

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  2. Ma dài, son contento! Complimenti e in bocca al lupo, qualsiasi cosa tu stia facendo.

    R4

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  3. in libreria mi manca tutta una fascia di tuoi possibili lettori. ho bambini in quantità fino alle medie. poi si passa in direttissima alle signore anziane in pelliccia.
    ma piano piano stanno arrivando pure i giovani.
    appena si palesano vieni a presentarti ;)
    sei già passato per queste terre?

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  4. Non ancora! Avvertimi quando si fanno vivi i potenziali lettori ahahah!

    R4

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