lunedì 22 marzo 2010

Una panchina e un libro

Settimana scorsa. Sto leggendo un libro seduto su una panchina. Ne ho scelto una isolata perché non voglio che si ripeta il fenomeno. E invece succede: dal nulla si palesa un uomo barbuto che mi si siede accanto. Con la coda dell'occhio noto che mi sta fissando. Gli suona il telefono. Dice "pronto?" e resta in ascolto. Poi ripete un'infinità di volte la frase "l'ho letto sul televideo...ti dico che l'ho letto sul televideo". Quando chiude, conto mentalmente fino a tre. Uno, due e tr... "Ciao" dice l'uomo barbuto. Io sbuffo e voltandomi appena dico: "buongiorno." Poi continuo a leggere, anche se ormai salto le righe, torno indietro. L'uomo non dice altro. Resta a fissarmi. Sono tentato di alzarmi e andarmene, ma c'è ancora la possibilità che sia lui a stancarsi per primo. "Facciamo un giro?" chiede invece dopo un po'. Niente, deve esserci qualcosa nel mio aspetto, soprattutto quando mi siedo su una panchina a leggere, che attira gli uomini; mi succede di continuo. Non nego che la cosa un po' mi lusinghi, però alla lunga sta diventando una seccatura. Comunque mi alzo e me ne vado. Lui mi segue. Ci metto un po' a seminarlo. Alla fine ci riesco. Chissà che cosa aveva letto sul televideo, mi chiedo prima di riprendere a leggere.

3 commenti:

  1. ahah, pure a me capita, perché ho movenze molto aggraziate, quasi da corte seicentesca. o almeno me lo spiego così. ahah! l'ultima volta ho conosciuto un tizio che mi ha svelato i segreti per entrare gratis nei teatri della città, è stato utile.

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  2. A me una volta in Olanda un tizio mi ha offerto mille euro. Secondo è il modo in cui accavallo le gambe ad attirarli..

    R4

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  3. ahah, beh allora devi spiegarmi come fai. può sempre tornare utile.

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