lunedì 14 giugno 2010

Come nelle comiche

Stamattina in bici dovevo passare accanto a un uomo a piedi che reggeva sulla spalla una lunghissima sbarra di alluminio, la teneva parallela alla strada, ma mentre mi avvicinavo pensavo "ora si volta, ora si volta, ora si volta", fino a quando non sono arrivato al punto di non-ritorno, ovvero il punto in cui, se l'uomo si fosse voltato, non avrei mai fatto in tempo a frenare o a schivare la sbarra. Allora ho pensato che se avessi suonato il campanello probabilmente l'uomo si sarebbe detto "oh, una bici, meglio non voltarsi con questa lunghissima sbarra di alluminio sulla spalla se non voglio colpire il ciclista sul petto o, peggio, sui denti", ero sicuro che avrebbe pensato una cosa del genere, chiunque avrebbe pensato una cosa del genere, perfino io avrei pensato una cosa del genere. E infatti. Ho suonato il campanello, e ora ho ancora in bocca il sapore dell'alluminio. Non è poi così male.

5 commenti:

  1. Io mi sarei voltato. Tanto per vedere chi mi avesse suonato e il perché. Non dovevi suonare :O

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  2. Queste cose capitano a leggere troppo. Si immaginano gli esseri umani diversi da come sono veramente.

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  3. mauro mirci ha ragione comunque.
    poi mi chiedevo se in bocca insieme al sapore di alluminio hai ancora tutti i denti.

    te l'ho già scritto di là, voglio che leggi LA Sovrana Lettrice adelphi di allan bennet. tu che sai quella lingua del diavolo, leggilo in inglese per favore: an incommon reader mi pare sia il titolo giusto.

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