venerdì 2 luglio 2010

Pellicole infiammabili - Avatar

di Amedeo Catsi Borlotti.

All’inizio siamo rimasti a bocca aperta, perché non capivamo che cosa stesse succedendo. Per la prima volta in vita nostra, infatti, un alieno disegnato al computer sembrava vero. Stava recitando, e per giunta con uno sguardo attendibile, mica quegli sguardi vitrei da manichino. Poi però ci siamo abituati anche a questo, e allora non ci restava che dedicare la nostra attenzione al pianeta alieno creato apposta. Quando il film è diventato un normale film di buoni contro cattivi, abbiamo cominciato a controllare l’orologio. Poi le esplosioni e le urla hanno preso a succedersi a un ritmo troppo alto, mentre noi ci chiedevano che cosa avremmo mangiato per cena. Allo scoccare della seconda ora il 3D si è fatto talmente insostenibie, che per istinto abbiamo allungato una mano per cercare nel sedile davanti il sacchetto dove rimettere. Riteniamo che Sigourney Weaver fumasse un po’ troppo per i nuovi standard hollywoodiani. Ci chiediamo inoltre come devono sentirsi gli attori che per tutto il tempo si vedono solo in versione aliena. Hanno recitato nel film più costoso della storia del cinema, ma nessuno li riconosce per strada. Deve essere terribile.

Avatar (USA 2009, col., 162') di James Cameron. Con Sam Worthington, Sigourney Weaver, Stephen Lang.