giovedì 22 luglio 2010

Pellicole infiammabili - La prima cosa bella

di Amedeo Catsi Borlotti

A nostro personale giudizio, Virzì si avvicina sempre più a diventare il Woody Allen italiano. E non solo perché la protagonista dei suoi ultimi film sia anche sua moglie, ma perché sembra ormai maestro nell’alternare film comici ad altri dal temperamento più drammatico. Per intenderci: se Ovosodo era il suo Manhattan, La prima cosa bella è decisamente il suo Settembre. La Pandolfi piange un po’ troppo, e ogni volta che lo fa è come se Virzì accendesse un’insegna al neon che recita: “ok pubblico, è ora di tirate fuori i fazzoletti”, ma per il resto, chapeau. Ammettiamo che Virzì si conferma uno dei pochissimi registi italiani per cui valga la pena andare al cinema. Ogni suo nuovo film fa dimenticare il precedente (in questo si discosta, fortunatamente, da Allen), e crediamo sia l’unico regista oggi capace di dipingere gli italiani come realmente sono. A differenza di Neri Parenti, che li dipinge come molti temono di essere nei loro peggiori incubi.

La prima cosa bella (Italia 2010, col., 116') di Paolo Virzì. Con Stefania Sandrelli, Valerio Mastandrea, Claudia Pandolfi.