martedì 6 luglio 2010

Più gusto

Giorni fa, anzi notti fa, mi sono svegliato con l'urgenza di prendere un appunto, allora ho acceso la lampada, ho scritto qualcosa a matita su un foglio e sono tornato a dormire. In realtà mi ero dimenticato di averlo fatto. Mi è tornato in mente solo oggi, quando per terra, accanto alla cassa da imballaggio che uso come comodino, ho ritrovato il foglietto:
Dovrebbe esserci scritto:
C'è più gusto a credere in se stessi, quando nessun altro lo fa.
Non ho la minima idea di che cosa significhi, ma non sarebbe male come epitaffio, per tornare al discorso dell'altro giorno.

3 commenti:

  1. Una cosa tra Moccia e i libri di autoaiuto; mangiato pesante da "Ruta e ciali"? (coi nomi vado vado a memoria)

    Come epitaffio veramente non male anche se rimane imbattuto quello di Walter Chiari "Non preoccupatevi: è solo sonno arretrato".

    Hitckock racconta qualcosa del genere su uno sceneggiatore che dice che le migliori idee gli vengono di notte ma poi se le scorda e allora mette un taccuino per scriversele. Quando però lo fa il mattino trova solo scritto "un ragazzo ama una ragazza". Profonda vero? Mah, oggi straparlo.

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  2. ho scoperto la comodità della funzione registratore del telefonino. Con una variante: anzichè usarlo di notte, tentando di prendere improbabili appunti sui sogni mal dormiti, di giorno, mentre guido, fermo ad un semaforo o in coda sul grande raccordo anulare. L'effetto straniante, risentendoli poi, a casa, col rumore di fondo della musica dell'autoradio o di qualche TIR scassato che ti ronfa accanto, è assicurato. Ma le "idee" (almeno cosi) rimangono...

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  3. Ah ah, il mio telefono non ha il registratore, per ora insisto con carta e matita.

    Cacio, a me piace molto anche quello di Bukowski: "Dont' try".

    s

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