mercoledì 11 agosto 2010

Disagio

Andato in ferie il vetraio che affetta lastre di vetro a un paio di metri dal mio cuscino, adesso è rimasta solo la voce della stazione a insinuarsi alle prime luci dell'alba nel mio sonno già di per sé inquieto. La voce della stazione di Siracusa non è preregistrata, e quindi non ha quel modo schizofrenico di dare le informazioni che hanno le voci delle grandi stazioni. Tipo: "Attenzione, il treno espresso 2341 proveniente da Firenze delle ore venti e quarantacinque è in arrivo al binario tre, anziché sette." Non ne sono sicuro, ma credo che a Siracusa ci sia ancora una persona in carne e ossa, una donna, che legge i comunicati di volta in volta. Il fatto è che la mattina presto, se i comunicati si susseguono uno dopo l'altro oppure la voce elenca le fermate degli espressi per casa di Cristo eccetera, nel dormiveglia ho l'impressione che la signora che legge le informazioni stia in realtà parlando del più e del meno con un'amica, e si sia dimenticata il microfono acceso. Sono quasi certo che stamattina, dopo il "dlin dlon" d'ordinanza, la voce abbia detto qualcosa del genere:
"Attenzione. Ieri sera ho visto un film niente male. Poi però sono andata a dormire presto ché morivo di sonno. E stamattina eccomi qua. Di nuovo. Accidenti, non vedo l'ora di andare in ferie. Peccato che se ne parli a settembre. Uffa. Scusate il disagio. Vietato attraversare la linea gialla."

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