domenica 26 settembre 2010

3° DI4RIO - 4/21

Stamattina dopo colazione ho letto su Internazionale la recensione di un disco che voglio avere, quello di Brian Wilson che rifà le canzoni di Gershwin, dev'essere bellissimo. In libreria ero fuori fase, una coppia mi ha chiesto di impacchettare un libro piatto e largo con un libro stretto e tozzo, ho fatto un casino, ho sprecato un sacco di carta, e intanto sudavo e sudavo. E' passata una ragazza, mi ha chiesto "sei tu Stefano Amato?", pensavo volesse arrestarmi, e invece il motivo era un altro. Poi ho chiuso, sono corso a mettermi il costume e ho pedalato fino al mare dove ho fatto il tuffo più bello della stagione, cioè quello che ogni anno succede alla pausa piovosa di metà settembre, non avrei mai voluto riemergere. Di pomeriggio in libreria ho dato un'occhiata a un libro in inglese che abbiamo, s'intitola The A to Z encyclopedia of serial killers, poi è venuta una signora, cercava un libro per il padre, ne voleva uno "dove si fa tanto sesso esplicito" (sic), le ho dato Lamento di Portnoy, anche se in realtà lì c'è tanto AUTO-sesso esplicito, ma lei non aveva mica specificato ah ah ah. Era una di quelle insopportabili domeniche di settembre in cui tutti i clienti sembrano indossare polo col colletto alzato o maglioncini di cotone poggiati sulle spalle, ho tenuto duro fino all'ultima, eisteniana, asintotica mezz'ora, la chiamo così perché è di una lentezza estenuante, le otto ci mettono una vita ad arrivare, sono sempre le sette e trentré, le sette e quarantuno, mai le sette e cinquantanove. Alla fine c'era un ragazzo che, anche se avevo spento qualche luce, continuava a scroccare un libro e mi ha lanciato un'occhiata altezzosa come a dire "me ne vado quando dico io", mi è venuta voglia di diventarci amico solo per il piacere di piombagli a casa alle undici e mezzo di sera, farmi offrire qualcosa, e potere pensare "adesso tu te ne vai a dormire quando dico io", ma poi se n'è andato, e se devo essere sincero mi dispiaceva un po' di avere pensato quelle cose di lui.

(La donna trafelata, l'ultimo racconto della serie, è uscito oggi su Setteperuno.)

3 commenti:

  1. apparte che io continuo a pensare che è illegale farci lavorare di domenica, poi da me qua, nella cittadina giocattolo, è sempre: "Era una di quelle insopportabili domeniche di settembre in cui tutti i clienti sembrano indossare polo col colletto alzato o maglioncini di cotone poggiati sulle spalle"

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  2. Purtroppo mi sa che è legale. A differenza della Francia, dove sarebbe inconcepibile. Ma quelli, si sa, sono i cugini più furbi..

    s

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  3. Cercherò di usare toni un pò meno perentori la prossima volta; tanto iodio tutto in una volta...non ci sono più abituata. m

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