giovedì 30 settembre 2010

3° DI4RIO - 8/21

Dopo una colazione farlocca, durante la quale ero ancora mezzo immerso in uno strano sogno che avevo fatto di notte (tutti quelli che incontravo mi facevano i complimenti per le mie mani), ho guardato un po' di video, in uno gli Stray Cats cantavano I fought the law nella versione originale di Bobby Fuller. Il quale, ho scoperto, a sua volta l'aveva coverizzata dai Crickets, allora ho pensato che certe canzoni somigliano a scatole cinesi, non si riesce mai a risalire al primo che l'ha incisa, stamattina ancora un po' e scoprivo che I fought the law l'ha scritta Bach. Sono andato a pranzo dai miei, ho giocato un po' col cane e poi sono andato a fare un giro, avevo un po' di fame, in un posto ho comprato un paio di crispelle. La signora le ha poggiate su un foglio di carta oleata e prima di darmele ci ha versato sopra una colata di miele, è stato il gesto più toccante a cui abbia assistito in settimane. Mentre tornavo a casa ho visto un professore universitario che portava in giro una classe e intanto descriveva gli edifici del centro, sembrava interessante, avrei voluto chiedergli se potevo assistere anch'io, ma ci ho pensato troppo, ho perso lo slancio, e allora ho lasciato perdere. A cena sono andato in pizzeria con una mia amica, è stato piacevole, anche se non vado mai volentieri in posti del genere perché non posso fare a meno di pensare al fatto che qualcuno -- il cameriere, il cuoco, il lavapiatti ecc. -- sta lavorando per me, mi sta servendo. E' una cosa che mi fa impazzire, hai voglia a dirmi che è il loro lavoro, che il mondo funziona così, che sono pagati e via dicendo, io lo trovo lo stesso agghiacciante, forse perché ho fatto il lavapiatti, non lo so, fatto sta che ogni volta puntualmente mi riprometto di non mettere mai più piede in un ristorante, l'ho fatto anche stasera, anche se già so che fra tot mesi ci ricascherò.

4 commenti:

  1. e il tuo stato d'animo quando "servi" i clienti in libreria?

    markovic

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  2. eh markovic mi ha rubato la battuta.
    'ché la gente pensa che noi serviamo i clienti. a me mi fa impazzire che la gente pensa una cosa del genere.
    io non servo nessuno. anzi, a nessuno.
    scusa. ogni tanto ho i rigurgiti proletari, ma qua dove sto si pensano di essere borghesi e allora io mi rivolto.
    e comunque a proposito di bach, una volta uno che studiava musica mi disse che tanto è inutile che i compositori si scervellano ancora, ha già scritto tutto bach. o forse era betoven.

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  3. In libreria lo vedo più come un favore che io faccio ai clienti, non c'è il servilismo implicito in un gesto quale mettere un piatto sotto il muso di qualcuno ecc. Credo.

    s

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  4. ecco bravo. un favore, un aiuto. è così. però la gente continua a dire "servire".

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