mercoledì 20 ottobre 2010

Capolinea

Ieri tornavo a casa a piedi e ho tagliato dalla stazione. Io abito alle spalle della stazione dei treni, e se infilo un paio di cancelletti arrugginiti con su scritto "Ferrovie dello Stato, vietato l'accesso ecc. ecc.", e mi atteggio a ferroviere a riposo, accorcio di qualche centinaio di metri senza che se ne accorga nessuno. Ieri mentre attraversavo la stazione mi sono fermato a osservare quei massicci di cemento con i respingenti, contro cui terminano i binari, e ho pensato che quella è la fine di un tratto di ferrovia lunga migliaia di chilometri; ché se uno parte da Torino o da Venezia, il suo viaggio finisce qui, davanti a me, senza mai scendere dal treno, ho pensato, non è mica un punto qualsiasi: è la fine. Non ha importanza che tu faccia dieci o mille chilometri, comunque sia qui tutti si devono fermare, e questo pensiero poi è diventato altro, è sconfinato nel filosofico, nell'esistenzialismo, ma qui risparmio di riportarlo, perché sono sicuro che ci sarà già stato un poeta o qualcosa del genere che ha paragonato il capolinea dei treni a quello della vita. Certe volte penso lo stesso osservando la riva del mare: tutta quell'acqua, gli oceani, la Fossa delle Marianne, per poi finire sul bagnasciuga davanti a me. Se uno ci pensa, è tutto lì.

3 commenti:

  1. se uno ci pensa, era tutto lì
    http://www.trasporti-oggi.it/archives/00036281.html

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  2. Vado molto off-topic per chiederti se hai un tumblr.

    ti followerei volentieri.

    guarant33d.tumblr.com

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  3. No, mi dispiace..! Followa il blog no? ahahah

    s

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