lunedì 8 novembre 2010

Breve saggio sul concetto di "fila" destinato a coloro che intendano visitare la Sicilia

In tutto il mondo o quasi, per fila (fila indiana, in inglese indian file o single file), s'intende questo:


Ognuno si posiziona più o meno dietro a chi lo precede e aspetta il proprio turno. Gli esseri umani probabilmente hanno sviluppato questo modo di stare in fila perché è il più democratico (non riesco a trovare parola migliore), evita confusione e quindi liti. Ed è giusto.

In Sicilia le cose vanno in maniera diversa. Qui posizionarsi dietro al primo della fila è qualcosa di inconcepibile. E non parliamo solo di negozi, uffici pubblici eccetera. Ma anche di semafori, caselli autostradali, autobus e via dicendo. Perché stare dietro a qualcuno quando gli puoi stare accanto? Ed ecco che di solito il secondo e il terzo si piazzano ai due lati del primo, ovviamente per buona pace della privacy. Il quarto, se c'è, sta dietro. Dove si muove continuamente di moto heisenbergiano, non sapendo se dopo il primo toccherà al secondo o al terzo. Il vantaggio della posizione laterale, infatti, è proprio questo: a chi tocca dopo dipende da diverse variabili; se l'impiegato/negoziante è mancino, se uno non sa o non vuole farsi valere, se uno è più alto eccetera.


Per questo, cari visitatori, l'errore più grande che possiate commettere in Sicilia è posizionarvi dietro all'utente che vi precede. Perché in questo modo state volontariamente (ma anche inconsapevolmente) lasciando non uno, ma ben due posti liberi, accanto all'utente davanti a voi.


Posti che, neanche a dirlo, si dimostrerebbero troppo ghiotti agli occhi di un terzo o un quarto che dovessero aggiungersi alla fila. Se pensate infatti che questi due simpatici membri della comunità locale si piazzeranno dietro di voi, state freschi. E' chiaro che andranno a sistemarsi accanto al primo della fila (magari spalla a spalla, per evitare una vostra intrusione tardiva). Non lasciando a voi altra scelta che assumere il moto heisenbergiano di cui sopra, e sperare così di finire prima o poi davanti all'impiegato/negoziante.


Che è poi il motivo per cui in Sicilia non rispettiamo mai la fila. Perché se è vero che così facendo potremmo perdere un posto, con la stessa probabilità potremmo guadagnarne quattro, se non proprio finire per primi anche se siamo arrivati per ultimi. Il rischio, come si suol dire, vale la candela.

PS: ricordo che a giorni uscirà l'ebook Sentirsi a casa.

11 commenti:

  1. Di' la verità: sei andato alla posta per pagare una bolletta.

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  2. Ahah! No, anzi alle poste da quando hanno introdotto i numeretti è tutto sotto controllo.
    E' negli altri posti (tabaccai, panifici ecc.) che continuo ad avere problemi..

    s

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  3. non è un problema siciliano questa è la fila all'italiana (di cui in parte sono un colpevole fautore, lo ammetto)

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  4. Credimi, come facciamo la fila qui non la fanno da nessuna parte.

    Oddio, detta così sembra che me ne stia vantando :)


    s

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  5. A Roma è la stessa cosa, mettersi dietro al primo significa far passare avanti gli altri. Non ti dico poi nel traffico a cosa siamo arrivati, praticamente ogni giorno si scende nell'arena delle strade, dove i più furbi passano per primi.

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  6. questo è il grumo osmotico, per la precisione.

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  7. Dannati grumi osmotici, lo sapevo che di qualcuno doveva essere la colpa..

    s

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  8. Ma infatti, è un costume italiano in generale.

    Qui in zona la fila indiana piano piano diventa "ad imbuto", in grado di allargare qualsiasi struttura incanalante si sia sia pensato di utilizzare.

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  9. niente di nuovo sotto il sole...

    http://www.youtube.com/watch?v=XkInkNMpI

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  10. http://www.youtube.com/watch?v=XkInkNMpI1Q

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  11. O_o bhe, qui in brianza se uno prova a superare in coda, viene dapprima incenerito e poi mangiato vivo (e nonostante questo c'è chi ci prova)

    OrsaLè

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