mercoledì 12 gennaio 2011

Il Barbiere Loquace

Ci sono cose che non racconto mai a nessuno perché ho troppa paura dell'espressione che comparirebbe sulla faccia dell'interlocutore. Quando raccontavo tutto, troppa gente mi guardava come chiedendosi che cosa ci fosse di sbagliato in me, e allora ho smesso. Una cosa che pensavo non avrei raccontato, per esempio, (ma ormai forse posso) è questa. Una volta mi trovavo a Roma, ero andato a trovare un mio amico che però di giorno lavorava, e allora aspettando che si facesse sera vagavo da solo per la città. Un giorno durante una di queste passeggiate sono passato davanti a un barbiere, e mi è venuta una gran voglia di tagliarmi i capelli. Sono entrato. E ho scoperto con orrore che era la bottega di un temibilissimo Barbiere Loquace. Io temevo i Barbieri Loquaci (uso il passato perché ora me li taglio da solo, i capelli), ne avevo una specie di fobia perché mi dispiaceva per loro dato che avrebbero avuto a che fare con un Cliente Taciturno come me. Questo di Roma non la smetteva un attimo di parlare col cliente di turno, faceva ticchettare le sue forbici e intanto parlava di tutto, di calcio, di politica, di donne, e quell'altro gli rispondeva a tono, sapeva sempre cosa dire. Già me lo immaginavo fare qualche tentativo anche con me, per poi arrendersi all'ennesima mia risposta monosillabica, intristirsi, deprimersi, magari meditare il suicidio (ecco perché li temevo, i BL). Dovevo fare qualcosa. Quando è venuto il mio turno mi sono seduto sulla poltrona. Il barbiere mi ha chiesto come volessi tagliati i capelli, e lì per lì ho pensato di fingere che ero rimasto senza voce. Senza emettere alcun suono cercavo di fargli capire con le mani quanto volessi corti i capelli, quando lui chissà perché ha cominciato a strillare. "LI VUOI COSI'?" ha detto indicando la foto di un bel ragazzo appesa alla parete. "O COSI'?", ha aggiunto indicandone un altro. Cioè, pensava fossi sordomuto. A me stava benissimo, e infatti non ho fatto niente per fargli capire il contrario. Ho solo tirato fuori un braccio da sotto il telo con cui mi aveva coperto, e ho indicato una delle foto. "VA BENE" ha detto lui, poi ha cominciato a tagliarmi i capelli senza mai pronunciare una sola parola. Quello è stato il miglior taglio di capelli della mia vita.

2 commenti:

  1. Il mio Barbiere Loquace mi ha insegnato come cucinare i gatti, i cani, addestrare un cane da caccia, cacciare conigli, sparare agli animali in Argentina e rubare i fichi dai campi negli anni '50.

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  2. Io anche li temo abbastanza, i BL.
    Prima ne avevo uno che parlava SOLO ED ESCLUSIVAMENTE di donne.
    Poi l'ho cambiato.
    Adesso spesso me li taglio da solo, o comunque li frequento poco...

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