lunedì 7 marzo 2011

Pellicole infiammabili - Quella sera dorata

di Amedeo Catsi Borlotti

Pare una barzelletta. Ci sono un iraniano, alcuni inglesi, un po' di americani e un filippino. E parlano tutti italiano. La storia si svolge in Uruguay, quindi ogni tanto c'è anche qualche uruguaiano. Che parla italiano. Un italiano perfetto, privo di accento. Come se il film si svolgesse in un presente fantascientifico in cui il mondo parla la lingua di Dante. Ora, noi abbiamo letto il libro, quindi sapevamo di cosa parlava il film. Altrimenti avremmo solo potuto immaginarlo, visto che per tutte e due le ore siamo stati letteralmente ipnotizzati da questo prodigio linguistico. Scherzi a parte: ha senso nell'anno del Signore 2011 vedere un film del genere doppiato? Ha senso vedere qualunque film doppiato? Capiamo com'è nata la cosa in Italia. Allora c'erano più analfabeti che altro, e sottotitolare un film avrebbe significato tagliare fuori tre quarti degli spettatori. Ma oggi? Quanti analfabeti ci sono oggi in Italia? Si meritano, gli italiani, di essere trattati come dei pigri illitterati incapaci di fare avanti e indietro con gli occhi? Be', noi, se ci è concesso rilasciare i nostri due centesimi, reputiamo di no.

Quella sera dorata (The city of your final destination, USA 2009, col., 118') di James Ivory. Con Anthony Hopkins, Laura Linney, Charlotte Gainsbourg, Omar Metwally, Hiroyuki Sanada.

1 commento:

  1. Ah, sono come r'accordo!

    » tradotto da Google Translate.


    P.S. Credo che vedere determinati film doppiati concettualmente sia qualcosa di simile a questo. Oltre all'inverosimiglianza, ci va a perdere anche il contenuto.

    Saluti.

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