lunedì 21 marzo 2011

Tre padri

Ogni tanto fa anche piacere sentirsi dire: "ma allora tuo padre è austriaco? E faceva il ferroviere?". O: "davvero tua madre è andata fuori di testa?" O: "ho letto il tuo romanzo: cavolo, mi dispiace che tuo padre vi abbia abbandonati da piccoli." Fa piacere perché per un istante hai l'illusione di essere riuscito a ingannarli; di avere raccontato così bene le bugie, che i personaggi sono usciti dalla pagina come in un libro pop-up ultra realistico e sono diventati persone. Peccato che sia tutto falso. Mio padre non era un ferroviere e non è scappato da nessuna parte.
Mio padre abita qui, in Sicilia, ed era un venditore ambulante di bombole del gas. Le caricava sul retro della sua vespa Special e poi le smistava per tutta la città. Ogni tanto in estate gli davo una mano. Quegli affari pesavano l'ira di Dio. Una volta ho rischiato di fare saltare in aria un intero quartiere.
Anzi, no. Mio padre è un infermiere della mutua in pensione. Quando io ero piccolo lavorava nell'allora ospedale psichiatrico. A scuola mia facevano i turni, e così certe mattine le trascorrevo con lui. Me ne andavo in giro per l'ospedale (era una specie di parco) e facevo amicizia con i matti. Sì, esatto, ho trascorso una bella fetta della mia infanzia in un manicomio.
Anzi, no, mio padre era il direttore di una filiale della Banca di Roma. Quando alle superiori non ho preso Ragioneria mi stava per ammazzare. E quando ha scoperto che all'università non avrei frequentato Economia e commercio è scoppiato a piangere. Spera ancora che entri in banca, ma se tutto va bene ormai è troppo tardi.

Scopri nel primo commento qual è il mio vero padre!

13 commenti:

  1. La seconda che ho detto. Il manicomio ecc.

    s

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  2. Avrei detto la prima. Avrei sbagliato.

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  3. Da buon borghesuccio piccolo piccolo pensavo la conformista terza.

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  4. meravigliose tutte e tre!
    la prima era quella che preferivo
    la seconda non è male!
    (sidgi)

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  5. La verità è che tutti quando sanno questa faccenda del manicomio si lasciano sfuggire: "questo spiega molte cose..."

    s

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  6. Il fatto è che è vero. Questo spiega, sul serio, molte cose.

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  7. però a tutti faceva più piacere sapere che eri QUASI saltato in aria, con tutto un quartiere siciliano. :)

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  8. ..ma roba da matti.

    Joli

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  9. ah, comunque saresti stato pi� intrigante in versione bombolaro. Considerando il soggetto che sei � troppo scontata questa verit� qui.

    ..sempre Joli

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  10. vedo il "bombolaro" come un mestiere più "romantico"

    ;-)

    ciao Stè

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  11. mannaggia e ora che so chi è davvero tuo padre come farò a leggere il prossimo libro?!

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  12. E' vero, non avrei mai dovuto svelarlo, ahahah!

    s

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  13. comunque col senno di poi dico che era facile capire che era la seconda, perché è quella più scarna, più povera di particolari anche se narrativamente sfiziosa. come se fosse una storia che conosci talmente bene che non devi aggiungerci niente.

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