lunedì 16 maggio 2011

Il trolley

Prima in macchina ho visto alcuni ragazzini tornare da scuola. Nessuno di loro aveva lo zaino, ma tenevano i libri in alcuni trolley che si trascinavano dietro. E ho pensato che se da piccolo io fossi andato a scuola col trolley, in quella scuola dove sono andato io, nella periferia nord di Siracusa, che è una zona "a rischio", come si dice, non solo della città, ma di tutto l'emisfero boreale, se fossi andato a scuola col trolley quasi sicuramente sarei tornato a casa con un paio di incisivi in meno, ammesso che ci sarei tornato, a casa. Pensavo a questo, prima, chissà perché ridendo. M'immaginavo con due denti in meno e una colata di sangue sulla maglietta, ma lo trovavo divertente, pensa un po' come sto messo.

PS: Nei giorni scorsi Blogger ha fatto un po' le bizze, eliminando e poi rimettendo a posto un pezzo, eliminando ma non rimettendo a posto qualche commento. Mi scuso con i diretti interessati.

PS2: quell'"ammesso che ci sarei tornato, a casa", nelle ultime righe, mi manda dei pessimi segnali. Ci andava il congiuntivo, forse?

5 commenti:

  1. anche io quando vedo quelli col trolley mi immagino che vengano derisi o messi ai margini dai loro colleghi di scuola, eppure sono sempre di più quelli che lo usano, però solo alle elementari-medie per il momento, o almeno mi sembra così.

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  2. Secondo me invece non vengono derisi. Ci sarà stato qualche cambiamento nello zeitgeist di cui nessuno mi ha informato, ahahah!

    s

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  3. sono le parcelle dei fisioterapisti ad essere aumentate, nel frattempo...

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  4. Amesso che ci tornassi, Stephàno.

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