giovedì 5 maggio 2011

Minghiaweisch

Oggi mi sono ricordato che qualche anno fa, cinque, forse, in estate ho conosciuto una ragazza del nord Italia, lombarda, credo, ma comunque non svizzera. E tra una cosa e l'altra ci siamo messi a parlare dei Minghiaweisch, o "Minchia weisch", come chiamano in Svizzera i siculo-svizzeri di seconda generazione. E io a un certo punto ho detto: "eh, faccio presto a ridere io; se i miei si fossero trasferiti in Svizzera, a quest'ora anch'io sarei un Minghiaweisch", o qualcosa del genere. Poi più tardi, mentre ormai io e questa ragazza ci stavamo rotolando da qualche parte al chiaro di luna, lei tra un rotolamento e l'altro si è fermata a fissarmi, aveva due occhi che la luna illuminava come quelli dei gatti quando ci punti contro i fari della macchina, lei si è fermata a fissarmi, e ha detto (giuro): "sai? Mi sei piaciuto perché ho visto che conosci la consecutio temporum."

6 commenti:

  1. poi dicono che la cultura non paga

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  2. Michiaweisch... wow, non ne avevo mai sentito parlare, ma mi hai aperto un mondo :-) Wikipedia ha addirittura un articoli intero sui pregiudizi contro gli italiani.
    Pregiudizi contro i belgi invece non se ne trovano, forse perchè secondo varie teorie complottistiche il Belgio non esiste neanche: http://zapatopi.net/belgium/

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  3. Se è una che dice queste cose come minimo non se la radeva.
    Che per carità, i gusti sono gusti, neh...

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  4. Direi che anche lei qualche pregiudizio ce l'aveva...

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  5. C'è poco da ridere: anche io negli uomini guardo la consecutio temporum.

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