sabato 30 luglio 2011

Perdona

L'altro giorno, era pomeriggio tardi, camminavo per i fatti miei in centro, a un certo punto ho visto una ragazza carina, una turista, ho pensato "guarda che ragazza carina!" Le sono passato davanti, lei mi ha fermato. "Perdona" ha detto, perché era spagnola, e poi mi ha chiesto che cosa si facesse la sera a Siracusa. Era con un'amica, però meno carina di lei, e io ho detto: "se volete, potete uscire con me e i miei amici". Loro hanno detto di sì e quella sera siamo usciti tutti insieme, ma non è successo nient'altro, non c'è stato nessun rotolamento notturno al chiaro di Luna, per parlare chiaro. Poi non ricordo che cosa volevo dire qui, adesso sembra che voglio darmi le arie, dire che le ragazze carine spagnole mi abbordano per strada, ma non è vero niente. Ah, sì, volevo dire che è un po' che mi capita di parlare col mio scaldabagno, la sera, ma questa cosa la racconto un'altra volta che in questo momento mette paura anche a me.

8 commenti:

  1. Secondo me non è successo nulla con la ragazza spagnola perché hai una relazione segreta col tuo scaldabagno. De gustibus...

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  2. almeno vi siete divertiti???
    o eran meglio due chiacchiere con lo scaldabagno? :-)

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  3. Non so, avevo un principio di influenza. E comunque io ho fatto presto, a casa mi aspettava l'Ariston, magari si preoccupava.

    s

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  4. Oh come ti invidio! Io ho una caldaia in balcone che non vuole saperne!

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  5. adesso ho capito perché non ci sentiamo più, è per via dello scaldabagno! avresti potuto dirmelo, che diamine! :D

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  6. Questa cosa che ti capita di parlare con il tuo scaldabagno mi ricorda tanto l'ultimo di Houellebecq, "La mappa e il territorio" ;-)
    (lì però il protagonista parlava con la caldaia, ma immagino che tanto con uno scaldabagno, quanto con una caldaia, si possa adoperare lo stesso linguaggio).

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