sabato 6 agosto 2011

Cliente successivo

Stamattina ho accompagnato mia madre a fare la spesa, quando eravamo in fila alla cassa lei ha piantato un casino perché la cassiera non aveva da darle il resto, che era di un centesimo, mia madre continuava a dire "voglio il mio centesimo". Come sempre in questi casi io mi sono chiuso in me stesso, mi sono concentrato su quell'affare che blocca il nastro trasportatore e su cui è scritto:

CLIENTE SUCCESSIVO

solo che ai bordi era consumato, le prime e le ultime lettere erano sbiadite, non si leggeva bene, era più così:

CLIENTE SUCCESSIVO

E allora mentre mia madre continuava a dire che non se ne sarebbe andata se non le avessero dato il suo centesimo, io ho pensato che sul ferma-nastro-trasportatore c'era scritto tutt'altro, c'era scritto:

NIENTE SUCCESSO

che mi è sembrata una cosa bellissima da dire a chiunque in qualunque posto, soprattutto in un supermercato. In più si abbinava perfettamente alla faccia che faceva la cassiera mentre aveva a che fare con mia madre, e si chiedeva dove avesse sbagliato nella vita, per trovarsi il 6 agosto dietro la cassa di un supermercato a parlare con dei pazzi (noi), un po' come faccio io certe domeniche pomeriggio. Ho pensato che voglio un oggetto simile da mettere sul bancone della libreria.

5 commenti:

  1. forse indossavi un paio di occhiali dello scatolone di Essi vivono...

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  2. Forse non è successo niente...

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  3. io ci leggerei "ente successivo", che mi fa venire in mente la transitorietà dell'attimo attuale, per cui ogni momento è destinato ad annullarsi nel seguente e il movimento complessivo dipende da come lo interpreti tu. Sarà che la parola "successo" mi è sempre piaciuta poco, in ogni sua variante, e invece la successione apre lo spazio dell'infinito.

    Elisa

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