giovedì 19 luglio 2012

Diario festivaliero - #1

Alle otto e venti ho chiuso la libreria e con una mia amica sono andato a prendere qualcosa al volo da mangiare. In libreria era stato un pomeriggio tranquillo (soltanto a un certo punto un signore mi aveva chiesto se poteva farsi una fotografia, gli avevo detto "ok", lui si era fatto un autoscatto, poi mi aveva detto di controllare il "New York Times" ogni giorno, nei prossimi mesi, e prima o poi quell'autoscatto sarebbe saltato fuori, vedrai), ero di umore discreto, solo che quando siamo arrivati alla chiesa sconsacrata adibita a cinema abbiamo trovato un sacco di gente in attesa di entrare, anche perché ancora non facevano entrare nessuno, vai a sapere perché, davanti alla porta si era formato un bel delta di persone. Lì abbiamo incontrato un'altra mia amica che nell'attesa, fra tutta quella gente che si sventolava la faccia col programma del festival e si lamentava, mi ha detto "niente da fare, siamo incapaci di organizzare perfino le cose più semplici". Alla fine non siamo riusciti nemmeno a entrare, non c'erano abbastanza posti, così ci siamo spostati nell'arena dei cortometraggi dove con molta calma si sono decisi a cominciare, hanno trasmesso un cortometraggio intitolato Cusutu 'n coddu, una tarantinata in costume piena di lingue mozzate e bocche cucite, durante le scene più forti le mie amiche coprivano lo schermo con le mani e si voltavano verso di me, sconvolte, e dicevano "hanno finito? Adesso posso guardare?" Alla fine la presentatrice ha trascinato davanti allo schermo il regista del cortometraggio, un ragazzo dall'aria annoiatissima con la camicia aperta fino all'ombelico, i capelli legati in una coda e un ciuffo che gli copriva la faccia, mentre si avvicinava allo schermo ricordo di avere pensato "adesso appena arriva sotto le luci come prima cosa si sposta il ciuffo dalla faccia", e infatti così è stato. Poi è toccato a un documentario di Andrea Segre sui respingimenti delle navi provenienti dall'Africa sotto il governo Berlusconi, davvero toccante e fatto bene, Mare chiuso, si chiama, niente da dire, solo che ogni tanto il regista aveva montato delle dichiarazioni di Berlusconi, e quando compariva la sua faccia attorno a me era tutto un brusio di gente che gli diceva "ma stai zitto" e "tsk" e "che razza d'idiota", e a me non so perché, sarà che sono fatto male, ma più si alzava il brusio, ogni volta che compariva Berlusconi, e più mi veniva voglia di votarlo. E poi niente, poco prima di mezzanotte sono tornato a casa, avevo sonno, mi sono perso sia il film con Claudia Gerini (evvai), sia il documentario su Marina Abramovic (peccato), ma questo lo rifanno, magari lo vedo uno dei prossimi giorni.

2 commenti:

  1. ehehhehe tranq R4, è solo un effetto collaterale della più potente arma di distrazione di massa usata in italia negli ultimi 20 anni: superato un certo limite di mediocrità generale prodotta, induce gli individui dotati di pensiero autonomo a fare cose stupide! Pensa che l'altra sera stavo per organizzare un bunga bunga...;)

    Di4rio rulez!

    brl

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  2. Non ti piace Claudia Gerini? Io la trovo una gran gnocca! :-D
    Ti dirò non mi dispiace nemmeno come attrice.

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